Chiari: ecco una hit parade di fatti, misfatti e proteste
Dal giallo delle telecamere di sicurezza danneggiate e dei cartelli scomparsi alla contestata rivoluzione dei servizi H24 e la multa al postino in corso Duomo
La punta dell’iceberg sono state le 135 firme dell’ammutinamento, dipendenti che hanno sottoscritto un documento in cui si chiede per tutti la mobilità. Sotto c’è una lunga serie di malcontenti, di polemiche, di accese trattative, di colpi di scena con provvedimenti annunciati, discussi e poi ritirati: protagonista, uomo sempre nel mirino, il comandante della polizia municipale Franco Chiari. Ecco una sommaria carrellata su “fatti e misfatti”.
Sono sostanzialmente due le querelle più grandi, quelle che ebbero impatto forte sia nel personale della municipale sia nel dibattito cittadino. Furono la vicenda legata alle telecamere di sicurezza e di sorveglianza in auto e al comando e la rivoluzione data dalla Municipale H24.
Dapprima il dibattito sulle telecamere iniziò su quelle che si volevano che fossero installate nelle auto. Il Garante della privacy si oppose e il provvedimento a tutt’oggi è bloccato o ritirato.
Il caso telecamere poi sfociò anche, e con un giallo, su quelle installate nella sede del comando della Municipale. Il tema del sistema della videosorveglianza interna al comando “a prova di privacy” divenne un giallo e il comandante fu incalzato durante un’assemblea. Emerse dunque che Chiari avrebbe informato il Garante della privacy (che aveva richiamato l'amministrazione a regolarizzarsi sul tema dei video) di un danneggiamento di 17 telecamere sulle 19 presenti, dicendo che anche grazie al conseguente blackout qualcuno avrebbe portato via i cartelli (previsti dalle norme) che informavano della presenza dei video stessi. Insomma, la tesi ufficiale è che i cartelli mancavano solo per via dell'incidente. L'assenza dei cartelli contestuale al danneggiamento è risultata in data 3 marzo 2014, e il mese successivo sarebbe partita una denuncia in procura da parte del comando. Ci fu un incontro ufficiale, alla presenza del direttore generale Pino Dieci: la vicenda venne ridimensionata ma mai chiarita sino in fondo.
Altra vicenda quella di forte impatto sulla città quella della polizia municipale al lavoro H24, voluta dal sindaco Muzzarelli e, secondo i sindacati, da subito caldeggiata da Chiari in odore di riconferma al suo incarico di comandante. Il problema fondamentale, riportano ancora i sindacati, è che la coperta era ed è troppo corta: non c’è il personale sufficiente per effettuare una simile copertura di servizio. All’inizio si disse in fase di trattativa di utilizzare i volontari, apporto poi venuto a meno. La preoccupazione era che, per ovviare alle nuove esigenze, si sarebbero svuotate le presenze nei quartieri. Il malcontento è alimentato anche da un sempre contestata disorganizzazione, proprio in chi deve fare i turni: persone avvisate all’ultimo momento, disguidi, poca chiarezza. In fase di trattativa emergono varie situazioni anomale: una persona che resta a guardare le telecamere della rete di sicurezza cittadina, spettatrice di ciò che avviene senza avere il supporto di una pattuglia da inviare qualora accada qualcosa, perchè la pattuglia non c’è. La polemica sull’H24 porta a screzi continui con il personal , a polemiche sull’opportunità e l’efficacia dei servizi stessi. In un clima di “guai a chi parla all’esterno” emergono critiche sui controlli: ovvero i passaggi delle pattuglie nei percorsi stabiliti, quelli nelle zone a rischio, si riducono di fatto ad apporre un croce nella casella che indica il passaggio avvenuto, come quando si cancella un prodotto dalla lista della spesa quando lo si è comprato. Viene fatta pesare la poca possibiltà di approfondimenti, di servizi di iniziativa, preferiti a presenze fisse a incroci o in zone ritenute importanti o “di facciata”.
Ne sa qualcosa il postino che venne multato in corso Duomo, quando era vietato ogni passaggio. I commercianti fecero una colletta per ripagare la multa al loro postino. (s.to)
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