Deraglia un treno merci: salvi i due macchinisti
Sono stati estratti dal parabrezza della motrice rovesciata: «Ci è andata bene» Il mezzo di una ditta di spedizioni privata era diretto in Svezia: trasportava vino
C’è una mano che spunta da un finestrino, quello finito a guardare il cielo dopo che la motrice e il vagone subito dietro si sono rovesciati lungo la scarpata. Sul “muso”, sul vetro il cui cristallo è diventato una ragnatela di pezzetti ancora uniti, c’è una grande macchia rossa di sangue.
Sono le dieci. Su quel tratto di binario a San Matteo, sinistramente silenzioso, con la merce che rotola in mezzo all’erba, ci sono gli agenti della Volante che dopo aver scavalcato una cancellata chiusa si sono incamminati lungo la massicciata sino a raggiungere il luogo dell’incidente, ci sono gli uomini del 118, della Croce Rossa, ci sono tecnici di Hera che hanno eliminato ogni traccia di energia elettrica. Ci sono i vigili del fuoco che iniziano l’operazione di soccorso, l’estrazione dei macchinisti. Ce ne è uno? Sono in due? Sono vivi?
I pompieri attaccano la pesante vetrata, il “parabrezza” del treno inizia a cedere sotto i sapienti colpi e i morsi di due grosse tenaglie- tronchese.
Il vetro si apre, quasi come una porta, i vigili del fuoco fanno spazio, uno infila un braccio, viene afferrato, esce un giovane. La mano su quel finestrino non c’è più. Ancora qualche attimo ed ecco che esce anche l’altro passeggero del treno merci. Sono giovani, choccati, sudati, sporchi in viso, nella braccia e nella divisa per la caduta all’interno del vagone guida. Uno si tiene la spalla, si è fatto male. Ma in questi momenti il dolore non si sente. «Siamo vivi, tutto bene - dice uno dei macchinisti - non sappiamo cosa sia successo. È presto per dirlo, faranno le indagini. So che sono qui, siamo qui e siamo vivi. È stata davvero una brutta esperienza».
Una piccola risalita dalla scarpata su una scala appositamente adagiata per fare i gradini in salita, poi i due salgono in ambulanza. «Ci fanno dei controlli - dicono - ma è andata davvero bene. L’incidente? Faranno dei rilievi, faranno delle indagini».
E infatti sono scattate subito due indagini interne, sia da parte della ditta di trasporti, proprietaria del treno, ovvero la Captrain, una ditta di spedizioni la cui casa madre è in Francia, e la Rfi, Rete ferroviaria Italia, titolare dello scalo merci di Quattroville, quindi del binario, della linea merci dove è avvenuto l’incidente.
Il deragliamento, che dunque non ha portato a nessun ferito e nemmeno a ritardi alla circolazione ferroviaria, essendo avvenuto su una linea che non si connette affatto con la vicina Alta velocità e che porta alla stazione di Modena, è accaduto in circostanze ancora misteriose poco prima delle dieci di ieri mattina.
Il treno merci della ditta Captrain era in uscita dallo scalo merci di Quattroville, proprietà Rfi. Era ancora nell’area di pertinenza dello scalo quando, in località San Matteo, poco prima del tratto dei piloni dell’Alta Velocità sul Canaletto, prima dunque del cavalcavia, è deragliato. Stava percorrendo una leggera semicurva quando la motrice e il vagone subito dietro sono usciti dai binari finendo nella scarpata, sul lato che guarda la Statale del Canaletto. La motrice si è adagiata sul fianco sinistro, così come il vagone che la precedeva. Dal vagone è uscita la merce: si tratta, hanno spiegato i tecnici, di cartoni di vino e altri oggetti imballati. La maggior parte del carico era diretta in Svezia. Il treno avrebbe dovuto connettersi con la Modena-Mantova, quindi raggiungere Domodossola e poi percorrere gli altri tratti lungo le linee europee. Ma qualcosa è andato storto e si cercheranno di capire quali siano le cause di questo incidente.
A quanto sembra, da informazioni raccolte sul posto, il treno merci non aveva tutti i vagoni pieni: il vagone con il carico maggiore era proprio quello davanti a tutti gli altri, quello dietro alla motrice. Forse un improvviso spostamento del carico in un treno “pesante” solo nella parte anteriore, può aver provocato uno “sbandamento” del vagone tale da innescare il deragliamento.
Ieri mattina la parte intatta del treno merci è stata portata nello scalo, per lo sgombero di tutto ci vorranno giorni.
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