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l’assessore gasparini

«I ritardi al Da Vinci e al Fanti non imputabili al Comune»

di Serena Arbizzi
«I ritardi al Da Vinci e al Fanti non imputabili al Comune»

«Il Comune non ha alcuna responsabilità nell’incertezza che si è venuta a creare negli istituti scolastici Da Vinci e Fanti, in prossimità dell’inizio delle lezioni del prossimo anno scolastico...

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«Il Comune non ha alcuna responsabilità nell’incertezza che si è venuta a creare negli istituti scolastici Da Vinci e Fanti, in prossimità dell’inizio delle lezioni del prossimo anno scolastico 2016/2017. Abbiamo fatto presente per tempo il problema agli enti competenti proprio per evitare che si arrivasse alla fine dell’anno con questo nodo da risolvere». Questa la risposta dell’assessore comunale all’Istruzione Stefania Gasparini a seguito delle polemiche nate perché l’edificio che avrebbe dovuto essere costruito dietro il liceo Fanti per ospitare 16 classi, provenienti per metà dallo stesso liceo e l’altra metà dal Da Vinci, subirà un ritardo di due anni, come anticipato dalla Gazzetta un mese fa. Questo perché Regione e Provincia inizialmente contavano di potere beneficiare, nella costruzione di questa struttura che avrebbe dovuto ospitare 400 studenti delle convenzioni previste nel dopo terremoto. Agevolazioni possibili non solo per gli Est, ovvero gli Edifici scolastici temporanei, ma anche per vere e proprie strutture edilizie. Dato che Carpi era inserita nel “cratere” sismico si pensava di potere usare queste procedure. Quando, però, i rapresentanti della Provincia sono andati in Regione dall’assessore Patrizio Bianchi a chiedere di potere andare avanti, di procedere con la costruzione della struttura, è emerso che il finanziamento per realizzarla esiste, ma che non si possono usare questi soldi perché Carpi non è più in uno stato di emergenza.

«Il 27 giugno si terrà un incontro tra referenti di più enti coinvolti per cercare di trovare una soluzione a questo problema – specifica l’assessore Gasparini – nonostante non sia responsabilità nostra, parteciperemo perché vogliamo contribuire alla ricerca di una soluzione a un problema che coinvolge 400 famiglie E tanti studenti che frequentano le nostre scuole».

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