Parcheggio ospedale Code, disagi e spazio sempre insufficiente
Cinque anni fa si parlò del progetto di un’area sopraelevata: previsti 180 posti ma non se ne fece nulla. Spariti gli abusivi
Ci sono giornate sì e ci sono giornate no. Questo vale anche e soprattutto quando si desidera trovare parcheggio in alcune zone del centro storico o nelle zone immediatamente adiacenti, ad esempio nei pressi dell’ospedale Ramazzini o direttamente nel parcheggio di piazzale Donatori di Sangue. Le vie prospicienti il nosocomio sono state oggetto, di recente, di una nuova segnaletica stradale orizzontale, il che ha tolto un considerevole numero di posti auto; il grande parcheggio invece è come sempre sotto i riflettori in quanto più che affollato, soprattutto durante la mattina. Ma se è vero che ad un posto auto per fare shopping si può rinunciare, questo non vale in nessun modo per chi si reca in ospedale per fare esami e visite mediche o sottoporsi a cure spesso anche impegnative e dolorose. «Accompagno mia madre tutti i lunedì - racconta una giovane donna che preferisce rimanere anonima - deve sottoporsi a cicli di chemioterapia e purtroppo non sempre riesco ad accompagnarla in macchina il più vicino possibile al day hospital oncologico, come vorrei e come ne avrebbe esigenza».
Risale al 2011 il progetto di creare un parcheggio sopraelevato prefabbricato nella parte sud del piazzale dell’ospedale grazie al quale si sarebbero ottenuti 180 nuovi posti auto a disposizione del pubblico. Non è successo nulla.
«Sì, le difficoltà nel parcheggiare ci sono - afferma Irene Croci, tecnico di riabilitazione psichiatrica - sarebbe opportuno ampliassero il parcheggio, ma con pianificazioni a norma: se alla bellezza estetica, cui si fa spesso riferimento, si accompagna una funzionalità non adeguata costruire non serve a niente». Ugualmente critico anche Luca Polese, laureato in audioprotesi. «Effettivamente non c’è tantissimo posto - afferma - quindi o si parcheggia spesso lontano oppure se si è molto molto fortunati si trova un posto dopo lunghe attese e con molto affanno. Ora, ad esempio, devo portare qui mio figlio piccolo e dovrò fare un tragitto molto lungo con la carrozzina». C’è chi ha adottato una tecnica per far fruttare l’attesa. «Attendo nel parcheggio, fermandomi in un dato punto aspettando che si liberi un posto - racconta Francesco Gagliardi, informatore farmaceutico - e nel frattempo, magari, lavoro tramite telefono o portatile». Altra pecca, fa notare un signore, è costituita dal raccoglitore di indumenti usati della Cooperativa Il Mantello, spesso fatto oggetto di saccheggi o di atti di vandalismo e maleducazione per cui per diversi giorni capita che scarpe e vestiti rimangano abbandonati per terra. Un aspetto pare aver trovato un’evoluzione in senso positivo: Comune e Polizia Municipale hanno posizionato cartelli che invitano gli utenti a non dare soldi ai parcheggiatori abusivi, di cui la zona dell’ospedale è sempre stata ben fornita. «Mi sono recata qui diverse volte di recente - afferma M. D., disoccupata - e ogni volta ho constatato la presenza dei vigili. Mi pare ora sia meglio sorvegliato». Talmente ben custodito da sollevare, in questi giorni, alcuni curiosi commenti su Facebook da parte di persone che lamentano la scomparsa degli “omini neri”, in grado di segnalare parcheggi in tempi fulminei, proprio a causa dei vigili che controllano dando luogo, così facendo, a file chilometriche e intasamenti.
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