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Carpi.Assolti dall’accusa di truffa ma l’utente: «Mai firmato»

di Rino Filippin
Carpi.Assolti dall’accusa di truffa ma l’utente: «Mai firmato»

Il legale della vittima: «Aspettiamo la sentenza poi ricorreremo in appello» Processo durato sei anni, ma ancora da chiarire l’autenticità della firma

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CARPI. Era il felice utente di un’altra multiutility quando una mattina due venditori assoldati da un’agenzia che lavorava per conto di Enel Energia, gli hanno piazzato un nuovo contratto di fornitura. I due, nel 2010, furono denunciati dall’anziano di Santa Croce per truffa e sostituzione di persona e ieri, dopo 6 anni, è arrivata la sentenza. Il giudice ha assolto i venditori, una ragazza di Modena e un ragazzo della provincia di Arezzo.

«Una sentenza che lascia sbigottiti - commenta la legale del carpigiano -: attendiamo di conoscere le motivazioni per ricorrere in appello».

Va ricordato che in questo caso non importa il valore del contratto, ma il fatto che in situazioni simili si sono trovate, e continuano a trovarsi, tantissimi utenti in città e a livello nazionale. L’anziano, che nel frattempo si è gravemente ammalato e non ha potuto testimoniare al processo, all’epoca dei fatti contestava la firma: «Non è mia, io non volevo cambiare fornitore di corrente elettrica!». L’utente si è così rivolto a un legale. In sei anni, secondo quanto appreso, non è stato possibile avere il contratto originale di Enel sul quale effettuare la perizia grafologica. Ci si è così dovuti accontentare della copia che ha confermato che la firma non era quella dell’utente. La prova però non è stata ritenuta sufficiente da parte del giudice che di conseguenza ha scelto la strada dell’assoluzione. I due ragazzi, dal canto loro, hanno comunque ammesso di avere visitato l’abitazione dell’anziano di Santa Croce. Resta quindi il mistero della firma che il processo pare non abbia affatto risolto. Ora, come detto, bisognerà attendere 90 giorni per poter leggere le motivazioni della sentenza del giudice. Successivamente, se non sarà ritenuta adeguata dal legale dell’utente, si passerà all’appello in modo che un altro giudice possa valutare il caso.

Ovviamente l’utente, per una questione di principio (“quella firma non è mia”), ha dovuto sborsare di tasca sua il denaro necessario a pagare l’avvocato e ha subito tutti i disagi che si vivono quando ci si avventura in una causa. Vale la pena ricordare che alle società che propongono contratti non bisogna mai dare i propri dati, nè dire “si” al telefono. Se si è interessati a valutare offerte chiedete che vi vengano lasciate nella buca delle lettere.

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