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la polemica dopo la strage di orlando

Giovanardi: «Basta usare la Ghirlandina per ideologie»

Aveva fatto scalpore, ieri, la notizia della consigliera popolare-liberale Luigia Santoro che si era opposta alla discussione in consiglio comunale degli ordini del giorno su femminicidio e strage...

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Aveva fatto scalpore, ieri, la notizia della consigliera popolare-liberale Luigia Santoro che si era opposta alla discussione in consiglio comunale degli ordini del giorno su femminicidio e strage di Orlando. In sua difesa è arrivato il senatore Carlo Giovanardi: «In un incredibile comunicato congiunto - spiega Giovanardi - Pd, Sel, M5Stelle, Per me Modena, Cambia Modena e Fas-Sinistra Italiana, la consigliera di Idea-Popolari Liberali Luigia Santoro è stata accusata di atteggiamento antidemocratico e insensibilità perché ha semplicemente esercitato un suo diritto di discutere la mozione sulla strage di Orlando, non con urgenza, ma nel primo Consiglio Comunale utile. I compagni si dicono “indignati” di questo atteggiamento avendo già deciso e scritto nel loro documento che quella di Orlando è “una strage terroristica di stampo islamista e omofobico” in un coro che da sinistra, da giorni, sta sfruttando in maniera miserabile quella strage per tentare di rilanciare il disegno di legge Scalfarotto con il quale si vuol punire chi non la pensa come certe associazioni Lgbt. Noi abbiamo espresso dolore e sconcerto per la strage di Orlando ma non ci sfugge il fatto che ogni mese più di trecento cristiani vengono massacrati nel mondo a causa della loro fede mentre le Chiese sono attaccate, bruciate e distrutte e che quella di Orlando è stata soltanto l’ultima di una serie infinita di stragi. Tanta fretta nel discutere questa ultima strage dipende forse dal fatto che si possa consolidare l’ipotesi che anche l’attentatore era gay e frequentava quel locale? In questo quadro consiglierei a tutti prudenza e, aggiungo, di smetterla di usare la nostra Ghirlandina come un attaccapanni, ieri con il telo Paladino e oggi illuminandola di rosa. Senza dover passare per omofobo soltanto perché sono fra coloro che non condividono l’allucinante titolo dell’Unità di martedì 14 giugno “Siamo tutti gay”».

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