Nuova vita per Silvia, tappa a Modena per la “regina dei dolci”
Dall’economia sui libri alle dosi di zucchero in cucina, ha vinto il titolo mondiale: «Sperimentare è un’arte»
MODENA. Dall'economia alla misurazioni di farina e zucchero. In tre anni la vita della 29enne Silvia Federica Boldetti si è trasformata diventando di giorno in giono sempre più dolce. Lei piemontese d'origine ma modenese per amore in tre anni ha cambiato totalmente vita fino ad arrivare a conquistare il titolo mondiale nella categoria femminile al Sigep di Rimini, il Salone internazionale gelateria, pasticceria e panificazione artigianali. La "Pastry Queen" ha stupito tutti con quattro degustazioni e un tocco d'artista in zucchero.
Ieri era ospite al forno La Coppia di Pane, in via Beethoven. «Il tema era l'arte della danza - racconta la giovane - e ho rappresentato una ballerina classica come su un carillon, con un pianoforte a fianco. Le quattro degustazioni erano un bicchiere gelato al caffè, un dessert al cioccolato monoporzione, un mignon gioiello a forma di anello e una crostatina monoporzione moderna con la mousse. Ho dato spazio alla fantasia».
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Un amore, quello tra Silvia e la pasticceria, sbocciato «circa tre anni e mezzo fa. Mi sono laureata in una facoltà che è una via di mezzo tra Economia e giurisprudenza a Torino, poi ho cambiato drasticamente campo: ho fatto la specialistica di in Scienze gastronomiche a Cuneo. Sono entrata a fare uno stage alla Cast Alimenti di Brescia e da lì mi sono dedicata soltanto a questo mondo».
Un debutto nel mondo della pasticceria descritto come «una testata contro il muro dove alla fine a cadere è proprio il muro. Alla fine se t'impegni riesci a fare ciò che vuoi». E non tutti gli studi effettuati sono finiti nel cestino: «L'economia rientra in qualsiasi tipo di ambito lavorativo. L'università ti apre la mente a livello di concentrazione, di dialettica. È un mondo che a livello pratico ti dà poco, ma ti dà un'impostazione mentale. È un percorso che rifarei».
Per il suo futuro Silvia non ha piani ben precisi: «Cinque anni fa non pensavo di entrare in questo mondo. Sicuramente non intendo aprire qualcosa di mio. Sto iniziando a lavorare all'estero, facendo dimostrazioni a Dubai, a Singapore. Probabilmente dovrei andare in Iran. Sono dimostrazioni per stampi in silicone per il cioccolato. Entro in contatto con culture diverse: è un tipo di accrescimento tanto lavorativo quanto personale. Riesco anche a girare da turista. Mi piacerebbe un giorno scrivere un libro, ma non so se ne sarei in grado».
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