Sfiducia bipartisan al comandante Chiari
Forza Italia, Movimento Cinquestelle e anche Sel chiedono chiarimenti su ciò che accade in caserma. Dubbi anche nel Pd
La vicenda dell’ammutinamento dei 135 vigili e le polemiche ad esso collegate hanno creato, ora più che mai, un caso Chiari. Il comandante della polizia municipale ora è al centro di un caso politico, di una querelle che tocca opposizione e maggioranza.
Per Andrea Galli, capogruppo di Forza Italia «l’amministrazione comunale deve prendere atto che c’è un problema alla polizia municipale. Deve affrontarlo e cercare una soluzione perché ormai questa è inderogabile. Ma se il comandante Chiari è un problema, non può essere certo lui l’incaricato a trovare la situazione dei problemi all’interno della Municipale. È il sindaco, in primis, a essere chiamato ad intervenire. I vigili urbani sono “la faccia”, il simbolo dell’amministrazione comunale, nel bene e nel male: tra i 1700 dipendenti comunali loro sono quelli più importanti, quelli che il cittadino percepisce direttamente».
«Ora non scopriamo certo oggi - continua Galli - i dissapori, le polemiche, i lunghi tavoli di trattative ogni volta che c’è un provvedimento, un cambiamento che riguarda la Municipale. Certo l’amministrazione comunale deve ed è nei suoi compiti, decidere e far applicare le proprie decisioni, ma è sbagliato l’approccio che ha Muzzarelli che sta tutto nella frase “o mangi questa minestra o salti dalla finestra”. Approccio sbagliato perché così facendo si umiliano i dipendenti, si sminuiscono. Ci sono i tavoli di trattativa che vanno rispettati. Il caso dell’ammutinamento, dove oltre un terzo della Municipale ha esternato tutto il suo malcontento, è eclatante e non può essere bollato solo come una protesta sindacale».
«Ormai il Bounty si è praticamente ammutinato – conclude - e Muzzarelli deve rendersi contro che è lui il capitano William Bligh di questa situazione. Chiari è un suo diretto dipendente, ma i mugugni, gli screzi, le polemiche e i malcontenti c’erano nei confronti di Chiari anche prima dell’era Muzzarelli. Quindi Chiari non può essere lui l’uomo adatto a trovare una soluzione».
Sullo stato di agitazione fra la direzione del comando della Municipale e gli agenti, il M5S ha depositato un’interrogazione in cui chiede al sindaco di riferire in consiglio comunale sulla «situazione che si è andata creando in questi anni e in particolare negli ultimi mesi tra Comune, il comandante e gli agenti della Municipale. Un clima di tensione che si è reso evidente in occasione delle celebrazioni per il 156° anniversario Corpo della municipale quando, durante la cerimonia, i rappresentanti sindacali hanno consegnato al Sindaco un documento con richiesta di mobilità da parte di 135 agenti oltre ad indire una assemblea sindacale con la partecipazione di numerosi agenti, producendo di fatto una sorta di ammutinamento arrivato a seguito dei diversi scontri avuti in questi mesi». Per il M5S «è ora che Muzzarelli spieghi alla cittadinanza le reali motivazioni che hanno portato a questa tensione nel corpo della Municipale e con le sigle sindacali, oltre alle possibili ripercussioni per la città del protrarsi di una situazione di agitazione e di contrasto».
I mal di pancia sono anche dentro al Pd. Nel gruppo consigliare nessuno si scopre, ma nei corridoi del partito più di uno, oggi come in passato, tuona per come sia stata portata avanti la questione sicurezza. Marco Cugusi, consigliere Sel in maggioranza, non è per nulla soddisfatto: «Siamo per il dialogo. Giovedì arriveremo in consiglio preparati. Perchè ho già sentito personalmente il sindaco. Ed è una vicenda complessa. Ora devo incontrare anche le altre parti: il comandante Chiari e le organizzazioni sindacali dei vigili. Ma posso intanto affermare che quella risposta data all’ammutinamento è stata un fatto molto grave nei modi e nei toni. La discussione dovrà avvenire in consiglio».
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