Inseguito e preso lo scippatore seriale
Era stato filmato dopo il colpo in via Carteria ai danni di un’anziana: è ritenuto responsabile di una decina di furti e rapine
MODENA. Ricercato da tempo da tutte le forze dell’ordine, avvistato in mattinata, inseguito, braccato e alla fine catturato nel primo pomeriggio da agenti in motocicletta e agenti in bici, dopo un rocambolesco ma efficace inseguimento su e giù per le montagnole del parco Ferrari. Si tratta dello scippatore che agì assieme ad un complice, già arrestato subito dopo il misfatto ai danni di un’anziana, in via Carteria, ma soprattutto si tratta di quello scippatore seriale che aveva da oltre un mese tenuto in scacco la zona del Gallo, dei viali, un bandito le cui gesta ai danni di persone anziane sono state documentate con filmati e riconoscimento fotografici in quattro occasioni dai carabinieri: due scippi e due rapine. Ma a conti fatti, a detta delle forze dell’ordine, si può tranquillamente affermare che questo malvivente abbia commesso almeno una decina di colpi. Tunisino, 26 anni, R.S., con numerosi alias, già in carcere a Parma per furto con strappo e spaccio di droga, già prima dello scippo portato a termine con un complice in via Carteria l’11 giugno scorso era una persona conosciuta alle forze dell’ordine. Faceva parte della cosiddetta “banda del Murazzo”, un gruppo di maghrebini dediti allo spaccio di eroina e hascisc che gravitava in quella zona e dove aveva anche i propri depositi di sostanze stupefacenti ma che era in grado di gestire affari, tramite galoppini in bicicletta, su una vasta parte di territorio della nostra città. Aveva pure un soprannome, “Stampella”, per via di una ingessatura ad una gamba e appunto dell’utilizzo di una stampella, sostegno che non gli impediva di spacciare, anzi, divenne quasi un suo marchio di fabbrica.
“Stampella” però ancor più divenne “famoso” quando iniziò a darsi agli scippi, quando la banda finì nel mirino con arresti e denunce. Le testimonianze erano purtroppo confuse: si parlava di un giovane, magro, con la barbetta, i capelli con la cresta, un maghrebino. Le uniche cose che si ricordavano le vittime erano la fuga in bici e le scarpe rosse sportive. Lo scippo in via Carteria gli è stato fatale: le telecamere delle rate comunale riuscirono in parte ad immortalarlo. Iniziarono i controlli incrociati, vennero prodotte foto, sentiti i vari testimoni. Gli agenti di Volante e della Municipale, in particolare quelli del Nucleo problematiche del territorio, sapevano chi stavano cercando.
L’altra mattina la Volante lo aveva notato in compagnia di una ragazza, ma il 26enne era riuscito a dileguarsi. Dopo qualche ora, al parco Ferrari, gli agenti del Nucleo problematiche, in motocicletta, lo hanno visto. Lui ha cercato di nascondersi tra le piante, ma è stato inseguito ed arrestato.
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