L’ospedale tiene le porte aperte
Mirandola. Cittadini accolti per la visita dei reparti. L’Ausl insiste: «Prevenire con sani stili di vita»
MIRANDOLA. L'ospedale Santa Maria Bianca, ha nuovamente aperto le porte ai cittadini per poter conoscere più da vicino la struttura, gli operatori, i servizi e le attività a Mirandola. L’iniziativa di ieri era promossa dall'Ausl con il comune di Mirandola e le rete di associazioni di volontariato del territorio, e per cercare di rintuzzare le polemiche sulla trasparenza e la qualià dei servizi locali, esplose anche venerdì sera, quando il dg dell’Ausl e l’assessore regionale sono stati contestati e fischiati.
«Occasione importante per conoscere meglio l’ospedale - commenta proprio Massimo Annicchiarico, direttore generale Ausl - e capire che può essere anche un luogo di promozione della salute, oltre che di cura».
Un “Open day” con un ritrovo nella piazza interna dell’ospedale che, per l’occasione, è diventata la “piazza benessere”, dove volontari e associazioni fornivano informazioni ai visitatori e da dove partivano le diverse visite guidate alla struttura. Dalla medicina dello sport al Sert, gli operatori, affiancati da medici ed esperti, hanno dedicato fatto “promozione della salute”, come spiega il dottor Ferdinando Tripi: «La prevenzione, affiancata ad una buona attività sportiva, è il rimedio efficace per evitare lo sviluppo di diverse patologie che oggi sono in aumento, come il diabete: muoviamoci e mangiamo bene».
«La prevenzione è importante per quanto riguarda il fumo, le droghe e l’alcol ma anche il gioco d’azzardo, interventi che il Sert pratica costantemente» spiega Massimo Bigarelli, direttore del servizio Sert: «Proponiamo programmi per chiunque decida di venire da noi per farsi aiutare con una dipendenza».
L’evento è continuato tutto il giorno, tra visite guidate, stand con operatori Ausl, letture per bambini, simulazioni chiamate del 118. Inoltre è stato possibile visitare la mostra fotografica “Nasi rossi”, il reportage che racconta il mondo dei clown da corsia e #invecedifumare con immagini realizzate dai ragazzi del Liceo Pico.
Serena Fregni
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