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Modena, bullismo e molestie: calvario di una 13enne che cambierà scuola

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Il tribunale di minori ha identificato sei compagni di classe Esposto in procura: «Docenti e preside non l’hanno aiutata»

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MODENA. Un calvario. Una ragazzina di tredici anni, studentessa al secondo anno di una scuola media della nostra provincia, è passata da un primo quadrimestre con tutti nove e dieci alla bocciatura. Perché era praticamente “scomparsa”, non andava più a scuola. Ma era “scomparsa” anche a se stessa, non si riconosceva più, aveva perso sorriso e speranze. Aveva interiorizzato un malessere forte: quello che da fuori era visto come una semplice timidezza era invece una saracinesca abbassata verso l’esterno, una difesa muta. Nascondeva la sua incapacità di reagire e soprattutto di comunicare sia alla madre che agli insegnanti che le stava succedendo qualcosa di terribile.

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Si trattava di bullismo, o meglio, di stalking e di molestie sessuali. Era vittima delle attenzioni dei suoi compagni di classe, coetanei, che avevano fatto gruppo contro di lei. Non solo i maschietti, ma anche le ragazzine: “o stai con noi, o sei come noi oppure non esisti” era questo il senso dei loro atteggiamenti. Derisioni, attacchi verbali, epiteti. E poi frasi oscene, e, come ha raccontato la ragazzina ieri in lacrime nello studio dell’avvocato Federica Martone che l’assiste, vari palpeggiamenti, mani addosso, avances pesanti, gestacci. Aveva paura ad andare in bagno perché temeva aggressioni.

Dal settembre scorso sino alla fine di gennaio la ragazza ha resistito, poi il crollo: non voleva più andare a scuola. «Iniziarono gli incontri con la madre, la ragazza stessa si incontrò col preside della scuola - spiega l’avvocato, ma invece di ottenere ascolto, invece di provare a capire quali fossero le cause del disagio, di questo comportamento sicuramente anomalo e che era sintomo di qualcosa, lei fu praticamente minacciata. Il preside le disse che doveva tornare a scuola altrimenti avrebbe mosso gli assistenti sociali e lei sarebbe stata allontanata dalla madre». «E gli assistenti sociali - prosegue l’avvocato - vennero chiamati, a casa arrivarono i carabinieri perché per legge lei doveva seguire la scuola dell’obbligo». Insomma la situazione era precipitata e la madre si è rivolta pertanto all’avvocato Federica Martone.

Il legale ha fatto partire due procedimenti giudiziari. Si è rivolta cioè al tribunale dei minori di Bologna con una denuncia per stalking e per molestie sessuali. «Il tribunale ha già identificato - spiega Martone - sei minorenni, quattro ragazze e due ragazzi e ora procederà con ulteriori accertamenti. Abbiamo inoltre inviato alla procura un esposto denuncia contro il personale docente e il dirigente di quella scuola, spiegando l’accaduto, fornendo nomi e testimoni da sentire, affinché la procura verifichi se ci siano state omissioni nei controlli, responsabilità di chi doveva vigilare e invece non l’abbia fatto». La procura ha richiesto l’archiviazione del caso. L’avvocato s’è opposto, lanciando un appello alla procura stessa affinché “capisca” la profondità di un caso come questo e non si limiti «a freddi tecnicismi». La ragazzina intanto è stata bocciata. Cambierà scuola, ripartirà.

Stefano Totaro

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