Muore colpito da infarto mentre gioca a calcetto a Carpi
Stefano Sabatini aveva 54 anni e stava partecipando a una partita tra amici Si è accasciato al suolo all’improvviso: inutile l’intervento dell’eliambulanza
CARPI. Choc in via Ugo da Carpi, ieri pomeriggio, attorno alle 15.30, quando presso il campo da calcetto adiacente la Palestra Comunale “Floriano Gallesi”, quella che doveva essere una tranquilla partita tra amici, è finita in tragedia.
A terra i passanti hanno osservato per minuti interminabili - i tempi necessari agli accertamenti del caso - il telo sotto cui giaceva il corpo ormai esanime di Stefano Sabatini, 54 anni, titolare di un negozio di scarpe a Firenze, città in cui risiedeva. L’uomo ha accusato improvvisamente un malore durante la partita. I compagni di gioco raccontano che ad un tratto si è accasciato al suolo privo di coscienza, proprio al centro del campo. Purtroppo è poi deceduto esattamente nel punto in cui era caduto.
«Stavamo giocando - testimonia un compagno di squadra ancora incredulo - quando, ad un tratto, ci siamo accorti che Stefano era caduto per terra. Subito abbiamo interrotto la nostra attività e uno di noi ha tentato di praticargli il massaggio cardiaco ma, avendo già intuito la gravità della situazione, abbiamo capito che non sarebbe stato sufficiente e abbiamo immediatamente chiamato i soccorsi». Sul posto, nel giro di pochissimi minuti sono giunti l’ambulanza, l’elisoccorso proveniente da Baggiovara pronto all’eventualità di dovere trasportare il paziente con estrema urgenza in ospedale data la drammaticità delle sue condizioni, la Polizia di Stato e la Polizia Municipale. «Non sappiamo dire se fosse ancora in vita quando è arrivato il personale medico del 118 - continua l’amico - e ora, oltre al grande dolore che proviamo in questo momento, siamo molto preoccupati per i suoi familiari: Stefano lascia una moglie, un figlio appena undicenne attaccassimo al padre e una sorella, che non sanno ancora nulla di quanto è accaduto. Eravamo amici dal 2003: ci siamo conosciuti io, lui e tanti altri ragazzi, tramite un forum su internet e, nel tempo, abbiamo creato un bel rapporto di amicizia. Da allora, una volta l’anno, andiamo da ogni parte d’Italia, da Campobasso, Torino, Firenze, e altre città per divertirci e giocare a pallone. Siamo frastornati, confusi, stiamo cercando di capire». Un appuntamento atteso da questo gruppo che il web ha unito e che ora lascia tutti senza parole, se non quelle dei ricordi che di bocca in bocca, come sempre accade in questi frangenti, rievocano ogni possibile ricordo.
Sul posto, al momento della partita non c’erano spettatori: dopo, sono rimasti gli amici con gli occhi arrossati dal pianto, riuniti in un crocchio composto, e una folla di persone che per tutta la durata degli accertamenti ha seguito l’evolversi della vicenda che, purtroppo, non lasciava dubbi sull’esito di un momento di divertimento conclusosi in tragedia. Ora spetterà ai medici accertare le cause del decesso, per dare un senso al grande dolore dei familiari.
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