Postini, 110 lavoratori a rischio
Modena penalizzata dalla riorganizzazione, consegne a rilento
Arriva lo sciopero dei postini dell’Emilia-Romagna: dopo quasi due mesi di blocco degli straordinari (sono iniziati il 9 maggio), il 27 giugno i portalettere e i loro colleghi degli sportelli saranno chiamati ad incrociare le braccia per tutta la giornata. E si ritroveranno a Bologna per un corteo che attraverserà il centro cittadino. Proprio a Modena c’è la situazione più critica. Nel mirino soprattutto contro due problemi: la decisione del governo «di privatizzare poste al solo scopo di fare cassa» e la riorganizzazione del sistema di recapito che ha introdotto le consegne a giorni alterni facendo ammassare quintali di corrispondenza non consegnati».
Per far fronte agli accumuli di corrispondenza, i postini dell’Emilia-Romagna all'inizio avevano preso a lavorare due ore prima del loro normale turno e allungandolo di un’altra ora al termine; insomma, tre ore in più per provare a smaltire tutte le consegne. Ma la situazione non è migliorata nemmeno quando, nelle scorse settimane, l’azienda ha cancellato alcuni accorpamenti di zone di consegna che altrimenti risultavano troppo vaste da coprire per i postini.
Le consegne a singhiozzo sono poi solo la “fase 1” di una riorganizzazione che a ottobre potrebbe portare a circa 400 esuberi in Emilia-Romagna: portalettere che verranno destinati ad altri servizi, ad esempio agli sportelli, o pensionati anticipatamente.
Per Bologna (ma qui la riorganizzazione arriverà solo nel 2017) si parla di una novantina di lavoratori, ma è a Modena, con 110, che c'è il sacrificio maggiore e dove i disagi si faranno più sentire.
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