Abbandono dello sport: lascia il 30% dei ragazzi
Indagine della San Francesco Volley su un campione di oltre 3mila giovani: quasi un terzo ha smesso l’attività in età scolare. I motivi e come si può rimediare
Su un campione di oltre tremila ragazzi in età che va dalle elementari alle superiori, 920, poco meno di un terzo, dichiara di avere abbandonato la pratica sportiva. Il dato fa parte dell'indagine sullo sport a Sassuolo svolta dalla San Francesco volley nelle scuole cittadine, con finanziamento da parte della Fondazione Cassa di risparmio. Questo è l'elemento su cui la Consulta dello sport del Comune di Sassuolo, nata da alcuni mesi, e tutte le società sportive cittadine, devono e intendono lavorare per il futuro. L'abbandono sportivo infatti, che si conferma elevato come nella precedente indagine realizzata ormai dieci anni fa, è un elemento negativo e importante non solo per la pratica fisica e agonistica ma perché significa anche interruzione di relazioni sociali e scomparsa di una importante agenzia educativa.
Di questa quota del campione, che per la precisione è complessivamente di 3084 ragazzi e quindi molto significativo anche a livello statistico in una città di poco più di 40mila abitanti, il 44 per cento ha lasciato lo sport già prima dei 10 anni e comunque la maggioranza fra 10 e 13 anni.
Indicativi anche i motivi che hanno determinato l'abbandono. Fra i più importanti viene indicata la mancanza di tempo, un punto su cui lavorare sicuramente sia a livello scolastico che familiare; molto frequenti come risposte anche “non mi piaceva più”, “esperienze negative”, “non mi divertivo più” e “altri interessi”. Tutti segnali da interpretare per riconsiderare l'offerta sportiva. Fra chi invece non ha abbandonato lo sport, ma semplicemente non ha ancora cominciato a farlo, se la mancanza di tempo è la motivazione principale fornita, ne emergono alcune altre su cui lavorare, in particolare i motivi economici e quelli di trasporto. La pratica sportiva, fra iscrizioni e tesseramenti, attrezzature, può infatti essere costosa per molte famiglie, specialmente nei casi in cui lo sport praticato preveda attrezzature di alto prezzo. Le società sportive locali, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, prevedono già agevolazioni per le famiglie con difficoltà, ma non sempre sono sufficienti. Un'operazione collettiva, concordata anche con il Comune, potrebbe contribuire a ridurre l'abbandono e altrettanto si può dire per quanto riguarda il trasporto. Nella totalità del campione si raggiunge la sede dell'allenamento in auto propria o con l'auto di amici. Una parte va a piedi (il 16%), una parte minima (il 4%) utilizza il pullmino della società. Un miglioramento dei trasporti per i luoghi dell'attività sportiva potrebbe favorire questa realtà. (g.b.)
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