«Apriremo Borgofortino anche domenica e festivi»
Il coordinatore Claudio Sala: «Stiamo lavorando per risolvere questa esigenza» I servizi garantiti agli anziani e alle loro famiglie, escursioni e visite di studenti
Chi abbia un parente moderatamente non autosufficiente a livello fisico o cognitivo sa quanto sia faticoso prendersene cura. Per alleggerire il carico fisico ed emotivo, sovente ci si appoggia ai centri diurni e spesso si hanno necessità che vanno oltre la grande disponibilità da parte di questi servizi.
Anche al centro diurno Borgofortino di viale Carducci si richiede uno sforzo in più: quello di aumentare i giorni di apertura, incluse la domenica e i giorni festivi, i periodi di chiusura della struttura.
«Su questo stiamo lavorando per andare incontro all’esigenza di tanti», afferma il coordinatore del centro, Claudio Sala. Sabato scorso presso lo stabile è stata organizzata una festa intitolata “Danzando sulle note della vita tra la certezza del passato e la magia del futuro”: un’occasione di svago, nonché spunto per approfondire come sia organizzato il servizio. «Il nostro è un centro semi-residenziale accreditato dalla Regione Emilia Romagna e gestito dall’Asp (Azienda di Servizi alla Persona) delle Terre d’Argine - spiega Sala - è un ente pubblico per cui per accedervi occorre innanzitutto avere la residenza a Carpi, fare domanda di inserimento ai servizi sociali del Comune, che stilano una graduatoria in base alla non autosufficienza, alla situazione reddituale, alla rete familiare e assegnano un punteggio sulla cui base ottenere il posto. Ospitiamo, dalle 7.30 alle 19.30 dal lunedì al sabato, anziani con autosufficienza moderata, la cui età varia dai 60 anni circa fino ai 90 anni e oltre – continua Sala – con una ricettività fino a 20 posti. Il nostro personale conta cinque operatori socio-sanitari, una terapista della riabilitazione, un infermiere professionale, l’animatrice e un’ausiliaria per i servizi di pulizia».
Quindi, gli ospiti si dedicano alle attività ludico-ricreative. «L’animazione consiste in attività di vario tipo – spiega la responsabile delle attività assistenziali, Lucia Lanciano - giocano a carte, dipingono, cantano. Sono attività che stimolano le cosiddette abilità residue facendo perno sulle loro passioni da giovani, ad esempio il cucito e la cucina. Poi facciamo diverse gite».
Oltre alle escursioni, il centro è arricchito da ‘incursioni’, quali quelle degli studenti dell’indirizzo moda del Vallauri. «Ci poniamo come obiettivo lo scambio intergenerazionale – dice Lucia Lanciano - che dà ottimi risultati sia nel rinvigorire il livello cognitivo degli anziani sia nell’interesse da parte dei ragazzi».
I familiari sono soddisfatti. «Mio marito Dino era sempre chiuso in casa e si trascurava – racconta Claudia Salati - qui ha riacquistato la dignità che aveva perso e che noi familiari non riuscivamo a riconsegnargli perché troppo coinvolti».
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