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Modena, Ughetta Galli: "dal sindacato alla gioia di essere nonna"

di Laura Solieri
Modena, Ughetta Galli: "dal sindacato alla gioia di essere nonna"

La sindacalista racconta la sua storia dalla sartoria alle battaglie con la Cgil, racconta le tante diverse stagioni della sua vita dalla fabbrica chiusa all' impegno per la categoria

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MODENA. «Ho sempre avuto la lingua lunga, credo sia per questo che venni subito eletta nel consiglio di fabbrica dove lavoravo». Dalla passione per la sartoria all’impegno nel sindacato, i fili della storia di Ughetta Galli si intrecciano a creare un vestito dai colori vivaci e dal tessuto resistente.

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«Erano gli anni Settanta quando cominciò la mia avventura in Cgil. Ho studiato come modellista e lavoravo in un maglificio alla Bruciata, l’azienda entrò in crisi e la occupammo per tre mesi - racconta Ughetta - Senza soldi, senza entrate, continuare a lavorare è stata dura ma è stata un’esperienza che tutti, in fondo, quando li ritrovo, ricordano con piacere perché si era creata solidarietà tra noi. Durante l’occupazione facevamo feste, gnocco fritto, eravamo una settantina di donne e due uomini, due magazzinieri. Eravamo tutti giovani ed erano tempi diversi, c’era più leggerezza ed allegria nel vivere, meno rabbia».

Il maglificio fallì e nel ’77 Ughetta si ritrova disoccupata e molto stanca del settore tessile. «Inoltre mi ero bruciata i ponti alle spalle, gli imprenditori mi guardavano male… Alla fine del ‘77, mi hanno chiesto di entrare nel sindacato e ho cominciato a lavorare nella Cgil tessile. L’allora segretario mi disse subito: adesso, con la crisi che c’è, ci sono solo delle aziende da chiudere, e tu sai già come si fa! Oggi è molto peggio - commenta con amarezza la Galli - Allora c’è stato un travaso, alcuni settori chiudevano ma altri si aprivano. Negli ultimi anni del mio lavoro ho visto un cambiamento di cultura e comportamento enorme, non c’è più un minimo di senso comune delle cose. Modena è diventata più simile agli altri posti: la nostra città ha sempre avuto un pregio molto grosso, quello di sapere fare le cose insieme anche se si era su fronti contrapposti, si trovavano soluzioni e si realizzavano rapidamente».

Due letture, ci racconta con un sorriso Ughetta, hanno segnato il suo percorso: «Porto con me due letture utilissime: Morris, l’etologo, che spiega la sociobiologia umana: la beccata, il comportamento delle scimmie, il lupo che si arrende di fronte al lupo più potente, tutte cose che ho ritrovato nel mio lavoro per il sindacato e nel rapporto con i padroni. E poi «Allegro ma non troppo” con “Le leggi fondamentali della stupidità umana”» di Cipolla, perché è fondamentale capire che mentre i briganti fanno i loro interessi, gli stupidi non fanno né il tuo né il loro e purtroppo di questa razza qui ce ne sono tanti”. Ughetta ricorda con soddisfazione le battaglie per le donne che ha condotto; tra le altre, è stata una delle promotrici dell’iniziativa “Donna luna”, una linea diretta nata a Modena per segnalare o denunciare molestie sessuali subite sui luoghi di lavoro.

«Ho imparato tante cose negli anni, piano piano, facendo errori. Gli ideali e il senso di appartenenza sono stati importanti nella mia vita. Ai lavoratori di oggi vorrei dire di riscoprire l’importanza del senso di comunità, da soli non si ottiene niente e i giovani hanno completamente perso questa idea di fare le cose insieme, perché insieme si è più forti. Oggi mi piace molto fare la nonna - conclude Ughetta - Ci sono tante stagioni nella vita e questa, per me, è quella dei nipoti».

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