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Cemento depotenziato, tempi lunghi per le analisi

Cemento depotenziato, tempi lunghi per le analisi

Due periti verificheranno altre strutture oltre alle scuole che non apriranno Musti: «C’è un’associazione a delinquere vogliamo un solo incidente probatorio»

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MIRANDOLA. L’inchiesta sul cemento depotenziato, prodotto dalla Betonrossi e venduto alla A&C di Mirandola è destinata ad allargarsi. La Procura di Modena - le indagini sono coordinate dal pm Claudia Ferretti - ha infatti messo sotto la lente di ingrandimento anche altre strutture pubbliche realizzate dall’impresa della famiglia Zaccarelli con il materiale del colosso piacentino, che ha impianti anche nella provincia geminiana. L’intenzione è infatti quella di far analizzare altre opere pubbliche perché “il cratere del terremoto è ampio e va oltre la nostra provincia”, ha ammesso il procuratore capo, Lucia Musti. In sostanza non ci sono soltanto le scuole medie di Finale a preoccupare - i tempi dell’indagine comporteranno lo slittamento dell’apertura a data da destinarsi rispetto al trasloco inizialmente annunciato per settembre - ma numerosi appalti legati al sisma. E quindi ci saranno altri accertamenti oltre ai casi privati già raccontati dalla Gazzetta - Acetum di Cavezzo, Agritecnica a San Felice, Offmec di Mirandola, Zimor a Finale e Medica di Medolla - e a quelli che saranno sondati su intenzione del Comune di Mirandola: palestra di via 29 Maggio, la biblioteca temporanea di via 29 Maggio, l’ufficio della Pubblica Assistenza di via Volta, la scuola primaria “Alighieri”, il cimitero urbano cittadino tuttora in fase di realizzazione, il centro civico di Gavello (realizzato da Emiliana Scavi, società della galassia Zaccarelli) e le palificazioni della materna “Poma”.

«La Procura - specifica Lucia Musti - ha conferito un incarico a due ingegneri. Questo incarico di consulenza serve a preparare la richiesta di incidente probatorio che sarà presentata al gip di Modena, dottoressa Pirillo. L’indagine è molto complessa, non riguarda soltanto la scuola di Finale e il terremoto non ha interessato solo la provincia di Modena. Allo stato attuale si procede per associazione a delinquere (accusa che riguarda soltanto vertici e dipendenti di Betonrossi, ndr). Per questo motivi, per ragioni di economicità processuale, appare opportuno richiedere un unico incidente probatorio. Sarà una richiesta molto complessa e poiché siamo in un tema di elevato tecnicismo ci si avvarrà di consulenti. I tempi degli accertamenti non sono lunghi ma sono proporzionati alla complessità dell’indagine».

L’inchiesta, perciò, non si è fermata alle prime sei strutture analizzate con il primo blitz della Squadra Mobile della Polizia di Stato e Polizia municipale di Modena, ma abbraccerà anche altri edifici, compresi quelli curati dal direttore dei lavori, Antonio Ligori, nominato dalla Regione e “garante” della corretta esecuzione di 36 appalti legati al post-sisma. (fd)

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