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Il pacco sospetto? Era una colomba

di Stefano Totaro
Il pacco sospetto? Era una colomba

Allarme bomba in corso Canalgrande vicino al tribunale: la scatola fatta brillare

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Gli ingredienti c’erano tutti. Un uomo in moto che viene visto mettere un pacco sul tetto di un’auto in sosta, la moto che accelera e in breve si dilegua, il pacco che non può non insospettire perché non è sembrato essere abbandonato ma lasciato lì apposta, collocato. E ancora la “location” di tutto rispetto, corso Canalgrande, nei pressi dell’ingresso del tribunale ma sull’altro lato, dove c’è il portico, quasi davanti all’ingresso della cancelleria. E ancora a questi già sostanziosi ingredienti va aggiunto che solo tre giorni fa, durante la notte, in città sono state bruciate le auto dell’esponente di Forza Nuova. Basta e avanza per fare scattare l’allarme, il piano anti pacco bomba che ha visto sul campo sin da subito polizia (Volante, Digos e squadra anti terrorismo), carabinieri, Municipale e, in seguito, gli artificieri fatti arrivare da Bologna. Il pool di forze dell’ordine è arrivato sul posto verso le 14 e poi, in un corso Canalgrande transennato dalla via Emilia sino alla Delfini, il pacco sospetto è stato fatto brillare sul posto.

Non era bomba fortunatamente, ma una colomba pasquale. Un dolce tradizionale, certamente scaduto e che si trovava all’interno di una scatola di cartone specifica per dolci, di quelle che si usano in pasticceria per porvi torte o delle paste L’involucro di cartone era all’interno di un sacchetto scuro e all’esterno c’era nastro a imbellire. Ma tutto l’involucro, dalla borsina esterna al cartone da torta, era praticamente anonimo: la carta non aveva scritte e non c’era un bollino adesivo che indicasse la provenienza di una rivendita o di una pasticceria. Gli agenti della Digos infatti, una volta inquadrato bene il pacco, hanno fatto una veloce ronda tra le rivendite del centro, per cercare indizi e informazioni sulla provenienza, se qualche esercizio avesse involucri da dolci di colore nero. L’allarme è stato dato da una donna che lavora nei paraggi: «Eravamo sotto al portico e una signora ci ha detto di aver visto un uomo che ha lasciato o buttato sopra l’auto in sosta u pacco e di essere andato via velocemente. Abbiamo subito avvisato la polizia».

L’auto in sosta è di un residente in corso Canalgrande, del tutto estraneo alla vicenda. Gli artificieri hanno dapprima legato il pacco trascinandolo dall’auto sul terreno poi hanno usato una piccola carica esplosiva: la colomba è andata in mille pezzi. La procura, come ha riferito il procuratore capo Lucia Musti, ha aperto un fascicolo per procurato allarme. Intanto si indaga. E si cercherà di acquisire immagini: si vedrà se la telecamera all’angolo con via Emilia era puntata verso la Ghirlandina, come accadde in occasione del furto del Guercino, oppure se stavolta “copriva” anche un pezzo di corso Canalgrande. La Digos è già al lavoro.

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