Palazzi: «Cento giorni per capire e rimettere in moto il Comune di Finale»
Il primo sindaco del centrodestra, proclamato tra gli applausi, disegna la road map dei prossimi mesi «Voglio prendere subito contatto con gli uffici, hanno vissuto una fase di immobilismo, ora si riparte»
FINALE. Sono le 12.35 quando la commissione elettorale, radunata al Maf, completa i passaggi burocratici e formalizza la vittoria di Sandro Palazzi. Il primo sindaco di centrodestra ha interrotto l’egemonia di sinistra, che durava da 70 anni e già inizia a programmare i primi passaggi istituzionali. Vuole incaricare la giunta in tempi molto rapidi tant’è che già ieri sera si è tenuta una riunione di coalizione per decidere gli assessori. E lo vuole fare per ridare slancio ad una macchina comunale che da mesi viaggia in folle, paralizzata dalle vicende giudiziarie e frastornata dall’assenza di input politici. Sarà il primo problema da affrontare e Palazzi lo sa bene. «Per prima cosa voglio farmi un giro negli uffici - spiega - e iniziare a conoscere di persona i dipendenti. Da consigliere di minoranza qualcosa so, ma mi servirà prendere contatti con loro per trasmettere fiducia e dare loro delle motivazioni. Ci sono troppe cose bloccate, gli ultimi mesi non hanno aiutato ed invece noi abbiamo bisogno, da subito, di dare impulso alla ricostruzione post terremoto e alla rivitalizzazione del centro storico. Per tutti questi motivi vorrei chiudere in fretta le riflessioni sulla nuova giunta, così da renderla operativa».
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I militanti più esperti sanno però che governare gli uffici comunali sarà un passaggio chiave per la buona riuscita del progetto politico. Avere funzionari abili e disponibili significa garantirsi un valido alleato, ma non saranno fatti sconti a nessuno. C’è già chi lo sussurra: serve una rapidissima “operazione trasparenza” che porti alla luce le magagne non ancora emerse pubblicamente e neppure nei Consigli comunali in modo tale da non farsi stritolare nella morsa delle responsabilità future. Avere le mani libere, senza vincoli dovuti agli storici rapporti che dieci legislature di centrosinistra hanno inevitabilmente consolidato potrebbe rendere più agevole la strategia, ma qualcuno pagherà se non sarà ritenuto adeguato. Ed ecco perché in molti, fin da ieri mattina, si sono prodigati a rendere omaggio al nuovo sindaco.
«Ho tanta voglia di collaborare - ammette Palazzi - anche perchè il bene della città passa attraverso quello che io ho sempre considerato un sogno. E sono felice di averlo realizzato. Non ho mai pensato di poter essere sindaco di Finale, o meglio passavo sotto il vecchio municipio e riflettevo sul fatto che un giorno sarebbe potuto essere la nostra casa. Quando ho capito che avrei vinto? Dal pomeriggio, stando ai seggi. Vedevo i finalesi passare e sorridermi quasi a darmi un investitura morale. Poi, all’inizio dello spoglio, il dato di Massa a noi favorevole è stato l’ultimo segnale. Ma da giorni sentivo un bel clima per questo ringrazio i tanti cittadini che mi hanno incoraggiato, la mia famiglia che ha accettato questo mio impegno e i partiti che mi hanno sostenuto».
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Uomo mite, riflessivo e dai saldi principi, Sandro Palazzi andrà in aspettativa dalla ceramica Panaria dove lavora al servizio informatico. Eppure ieri mattina, a causa di un grave lutto che ha colpito l’azienda nei giorni scorsi, ha varcato i cancelli dello stabilimento e così farà anche nei prossimi giorni quantomeno per completare un delicato passaggio di consegne lavorativo. Poi testa bassa sul manubrio, tornando ad indossare la maglia rosa, quella che per gli amanti del ciclismo sta ad indicare l’uomo al comando al Giro d’Italia e che lui ha portato con orgoglio nell’intenso mese di campagna elettorale, fatto di tour in paese e incontri con le persone. Ne avrà da pedalare, Palazzi perché di carne al fuoco ce n’è davvero tanta a partire dai problemi di natura amministrativa e ambientale. «Dobbiamo ricostruire fiducia e credibilità - ammette - E solo con il lavoro e la massima trasparenza potremo farlo. I primi cento giorni saranno importantissimi per dare un indirizzo chiaro».
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