Prodi: «Per l’industria 4.0 aziende capofila basilari»
«Le pmi devono essere trainate dal vertice della filiera sennò spariscono: poi servono tecnologie digitali e reti di impresa. Possiamo battere i cinesi»
MIRANDOLA. Una ricerca condotta da Nomisma è stata presentata ieri presso l'Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola, in un convegno organizzato e promosso da Sanfelice 1893 Banca Popolare, a cui hanno preso parte personalità del mondo dell'economia, dell'industria e delle istituzioni locali con l’ex premier Romano Prodi. “Imprese locali e sfide globali, economia e produzione nel cuore dell'Emilia in un mercato globale" è il titolo del convegno che è stato introdotto dal presidente di Sanfelice 1893, Pier Luigi Grana : «Essere una banca del territorio significa conoscere a fondo gli imprenditori, le famiglie, dare risposte in tempi rapidi, questo nasce da una struttura organizzata». La ricerca di Nomisma, voluta dalla banca sanfeliciana, è stata spiegata da Giulio Santagata, consigliere delegato di Nomisma, e si è focalizzata su tre province, Modena, Reggio Emilia e Bologna e su quattro macro settori importanti: biomedicale, ceramica, meccanica e agro-alimentare. Tutti i settori hanno vissuto una crisi che ha portato, dal 2007 al 2014, all’estinzione di molte piccole imprese ma per quelle sopravvissute c’è stato un forte miglioramento, in particolare nel settore dell’export, dove l’Italia e la nostra regione tengono banco, aumentando in questi anni non solo il commercio con l’Europa ma anche con gli Stati Uniti e Asia. La ricerca evidenzia quando sia importante la dimensione aziendale perché emerge come le aziende più strutturate, in quasi tutti i settori, abbiano retto meglio alla crisi, mentre è tra quelle più piccole che si conta il numero maggiore di chiusure. In generale continua a diminuire il numero di imprese attive nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia (-3,6% tra 2009 e 2015 per un calo in totale di 6.522 unità).
«Si sono modificati struttura e tessuto economico, calano l'industria e l'agricoltura, tengono e crescono leggermente i servizi». Santagata ha concluso spiegando quali sono le esigenze delle imprese del futuro e la direzione che si dovrebbe seguire: «Bisogna riuscire ad avere una pluralità di forme e strumenti creditizi, maggiori di quelli che abbiamo adesso, abbiamo bisogno di strumenti centralizzati, più flessibilità del sistema creditizio e la banca che conosce il territorio è uno strumento decisivo. Io credo che una banca piccola come Sanfelice debba giocare un ruolo e guardarsi attorno, dovrà trovare il modo di crescere, per rimanere sempre di più un servizio che fa gli interessi del territorio perché lo conosce meglio degli altri».
L’ex premier Romano Prodi nel proprio intervento ha puntato soprattutto sul concetto di Industria 4.0, basata su tecnologie digitali, sulle reti di impresa e sul concetto di “capo filiera”: «Se prima tante aziende potevano più o meno competere fra loro in ambito manifatturiero, ora - ha detto Prodi - ci deve essere una capofila, una grande azienda a cui le pmi devono fare riferimento, devono essere trainate. Diversamente spariscono dal mercato».
Prodi ha aggiunto che «l'Italia può ancora giocare un ruolo primario nel settore della meccanica strumentale e ha ancora spazio e tempo per competere rispetto ai cinesi». Tra i presenti anche Massimo Dominici, fondatore della RigeneranD srl e Valter Caiumi, presidente Confindustria Modena, che hanno portato la loro esperienza, la prima come realtà che ha resistito ed è cresciuta dopo il terremoto e la seconda come azienda che è riuscita ad espandersi all’estero.
Serena Fregni
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