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Scontri No Tav in Piemonte: misure restrittive per 4 modenesi del Guernica

Scontri No Tav in Piemonte: misure restrittive per 4 modenesi del Guernica

Ci sono quattro modenesi tra i destinatari delle 18 misure cautelari - tra cui 9 arresti ai domiciliari - emessi dal gip di Torino, accusati, a vario titolo, di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali, esplosioni di ordigni con la finalità di turbare l'ordine pubblico.

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MODENA. Ci sono quattro modenesi tra i destinatari delle 18 misure cautelari - tra cui 9 arresti ai domiciliari - emessi dal gip di Torino, su richiesta della procura, nei confronti di esponenti del movimento anarchico e antagonista, nonchè di alcuni soggetti appartenenti al movimento No Tav accusati, a vario titolo, di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali, esplosioni di ordigni con la finalità di turbare l'ordine pubblico.

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Le misure cautelari si riferiscono ai fatti avvenuti il 28 giugno dell'anno scorso a Chiomonte, in occasione dell'iniziativa organizzata dal Coordinamento Comitati No Tav denominata "Al cantiere tutti/e insieme contro Tav e grandi opere".

 A Modena sono stati colpiti dal provvedimento quattro persone, due agli arresti domiciliari tra cui Enrico Semprini storico portavoce del centro sociale modenese: e il terzo con l'obbligo di firma quotidiano. Un quarto attivista modenese è stato invece raggiunto da un fermo di polizia dopo la perquisizione della sua casa nel corso della quale sono emersi elementi che lo coinvolgono nei fatti piemontesi: per questi motivi la procura di Modena su delega di quella di torino ha chiesto al gip la custodia cautelare in carcere

Alla manifestazione parteciparono circa 1.500 attivisti, tra cui 500 appartenenti all'area antagonista, un centinaio dei quali provenienti da altre città, tra cui Alessandria, Bologna, Roma, Reggio Emilia e Modena. Durante l'iniziativa di protesta si verificarono scontri tra manifestanti e le forze dell'ordine poste a protezione del cantiere Tav. Subito dopo la Digos aveva sequestrato un furgone appartenente ai gruppi antagonisti, all'interno del quale erano stati rinvenuti scudi in plexiglas, maschere antigas, occhiali protettivi, tute nere e vario materiale esplodente, utilizzati durante gli scontri.

LA POSIZIONE DEL GUERNICA. Con un comunicato il Guernica esprime la propria solidarietà ai compagni di lotta coinvolti nella vicenda: "Ci teniamo a precisare che per tutti si tratta di misure preventive, senza alcuna condanna né possibilità di difesa. Attendiamo notizie più precise nelle prossime ore. In quella giornata, il 28 giugno, venne espresso tutto l'orgoglio NoTav e un corteo nazionale tentò un ulteriore attacco al cantiere, futile opera di speculazione a danni delle classi impoverite del Paese. - spiegano - Ancora una volta la repressione colpisce in maniera unilaterale, dando prova dell'isteria voluta dagli apparati repressivi e della Procura torinese. Ci si domanda da tempo in tutta Italia, grazie alla spinta e al carisma del movimento NoTav, quale sia l'utilità di quel treno, scongiurato anche dal lato francese e dopo che ne è stata dimostrata la dannosità ambientale della realizzazione del sito in Val di Susa. Quanto ci costa un centimetro di Tav? Tantissimo, come aveva dimostrato il movimento. Soldi che altrimenti andrebbero destinati ad ospedali, scuole e diritti per le fasce sociali in costante impoverimento. Quanto ci costa la repressione? Cercare prove, procedere agli arresti e alle notifiche delle misure cautelari implica un costo ingente per la popolazione. E, invece, quanto ci costa in termini di vite umane lasciare in libertà mafiosi e speculatori, incuranti di bucare montagne piene di amianto e di insabbiare il cemento delle nostre case, come succede nella ricostruzione post-sisma qui a Modena?"

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