Sulpl: «Chiari, è ora di andarsene»
Il sindacato regionale invita Muzzarelli a cambiare il comandante dei vigili urbani
«Gli agenti di polizia municipale continueranno a rispondere alle reali richieste dei cittadini e non alla propaganda politica ma per il bene del servizio ai cittadini, ci sembra ormai arrivato il momento di cambiare. Sia rotta che conducente».
Lo sostiene la segreteria del sindacato di polizia municipale Sulpl Emilia-Romagna, elevando quindi la battaglia dentro il corpo modenese al livello regionale.
Dopo la festa della municipale la settimana scorsa a Modena in cui vi è stato il blitz degli agenti scontenti, il Sulpl regionale conferma l'atto simbolico alla base della protesta: «È palese che la richiesta unitaria per 135 persone di mobilità è solo un modo di manifestare il disagio di lavorare in modo accidentale e casuale, solo per immagini e spot», corregge il Sulpl dopo le ultime uscite polemiche del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, sempre al fianco del suo comandante Franco Chiari.
«Il fatto che lei- si rivolge al sindaco la sigla autonoma in una nota - affermi che “chi si e' pentito di fare l'agente può andarsene e avanti il prossimo”, è lo specchio di come la sua amministrazione stia affrontando il grave problema strutturale e organizzativo che affligge questo settore oramai da troppo tempo». «Ci piacerebbe che il lavoro svolto dai suoi operatori di polizia municipale fosse valorizzato non solo durante occasioni cerimoniali, ma quotidianamente», il Sulpl Emilia-Romagna alza così il tiro contro l'ex assessore regionale Muzzarelli dopo i suoi “avvisi” sulla mobilità: «Occorre chiedersi quale tipo di sindaco stia governando questa città. Un amministratore cieco e sordo alle problematiche sollevate dai propri dipendenti, un amministratore che invece di cercare il cosiddetto benessere organizzativo ai fini di una produttività maggiore e di una più elevata qualità al servizio dei cittadini li invita ad andarsene». E dunque, tira le somme il Sulpl, »se la stessa filosofia amministrativa fosse adottata da una ditta privata probabilmente ad andarsene sarebbe quell'amministratore che ha dimostrato incapacità gestionale». Posto allora che «nessuno vorrebbe realmente abbandonare la divisa ma semplicemente sentirsi parte di un corpo come in tempi non sospetti era quello di Modena, un esempio di efficienza ed efficacia per tutta l'Emilia-Romagna (dirigenza Famigli)», il sindacato se la prende anche con Chiari: «c'è una dirigenza del corpo inadeguata alle esigenze della città, una dirigenza che si pone solo sul piano autoritario e non autorevole, una dirigenza che ricerca solo le pagliuzze e non si accorge delle proprie travi: chiari il grande inquisitore, il torquemada della polizia locale, giudice di Salem in una improbabile caccia alle streghe», conclude il Sulpl.
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