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«Così inventai lo student party alla modenese»

di Nicola Calicchio
«Così inventai lo student party alla modenese»

Fabrizio Zanni racconta gli inizi da dj: «Andavo nei locali in motorino per mettere i lenti»

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MODENA. È nato come dj ma adesso è un affermato autore-produttore della Saifam (insieme a Mauro Farina) e collabora con le più importanti testate nazionali come il Gruppo Finegil. La Stampa, Sorrisi e Canzoni, solo per citarne alcune.

Si tratta del modenese Fabrizio Zanni, nome molto conosciuto, non solo da chi ama tirare tardi. Trentacinque anni di carriera ma non ha intenzione di fermarsi. E' infatti impegnato proprio in questi giorni alla realizzazione di eventi nei locali e sta lavorando ad alcune compilatioin estive.

«Ho iniziato a 18 anni per caso – spega Fabrizio – Andavo con il mio motorino in un locale di Soliera e fu Antoine a farmi scoprire la prima consolle. Mi prese con lui e mi faceva mettere i lenti durante le sue pause. È stato lui che mi ha fatto scoprire anche il mondo delle radio, in particolar modo Radio Stella. Ero tra i più giovani e qualcuno mi incaricò di organizzare una festa al Picchio Rosso. Fu il pirmo Student Party della storia modenese a cui presero parte circa seimila persone. Mario Boni, titolare del Picchio Rosso e Mauro Marchi, direttore artistico, mi convinsero a sposare il progetto della discoteca di Formigine».

Chi passava per il Picchio era un predestinato e non sfuggì alla regola neppure Fabrizio Zanni. Piano piano transitò per quasi tutte le discoteche di allora.

«Io non sono mai stato un dj troppo preciso, ero più “da baracca” – continua Zanni – Quando avevo di fronte più di cinquemila persone quasi mi tremavano le mani a mixare i dischi. I miei compagni di viaggio erano Enzo Persueder, Luca Zanarini, Herbie, Silver, Lucio Vannelli, tutti quelli che hanno rappresentato la storia della musica dagli anni '80 in poi. Ricordo con particolare affetto l'esperienza del Nuovo Mondo a Ca' di Sola, gestito da Medardo Venturelli, che è venuto a mancare da poco. Mi insegnò ad arrivare puntuale, a fare scendere in pista prima le donne e tutti quei trucchi che erano tesoro solo dei vecchi gestori».

Fabrizio Zanni è uno dei quei dj che si è trovato al posto giusto al momento giusto, tanto è vero che è passato per tutte le discoteche più alla moda degli anni 80' e '90. «Facevo una serata al Picchio Rosso e un'altra al Charly Max – prosegue il dj – La cosa curiosa è che la gente che andava al Picchio non andava al Charly. Nel locale di Formigine ci si poteva anche andare in jeans, al Charly invece con le scarpe da ginnastica non ti facevano entrare. Io stesso mi vestivo diverso in base al locale dove andavo a lavorare. Sono state due scuole fondamentali per la mia formazione».

Da qualche anno Fabrizio Zanni ha abbandonato la consolle, ma spesso organizza con i suoi colleghi delle feste remember. Oggi lavora come autore-produttore per la Saifam.

«Ho iniziato alcuni anni fa, quando facevo ancora il dj – conclude Zanni – Alberto ed Edoardo Hazan mi diedero la possibilità di realizzare una compilation che venne venduta insieme alla rivista Tutto. Fu l'inizio di un nuovo lavoro che porto avanti ancora adesso per le edicole italiane. Io e Mauro Farina siamo diventati punti di riferimento degli editori italiani. L'edicola oggi è il primo mercato per le vendite di musica in Italia. Abbiamo anche realizzato compilation per i maggiori programmi televisivi. La novità dell'estate? Il ritorno del vinile».

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