«Di notte spari e schiamazzi contro di noi»
«Devono smetterla di inventarsi menzogne. Qui resteremo. È la nostra terra. Noi non siamo nomadi, tranne mia moglie, e non siamo su una microarea o un terreno del comune e di qui per adesso non ce ne...
«Devono smetterla di inventarsi menzogne. Qui resteremo. È la nostra terra. Noi non siamo nomadi, tranne mia moglie, e non siamo su una microarea o un terreno del comune e di qui per adesso non ce ne andremo».
Parla Alfredo, ex autista di Tir, il capofamiglia che in stradello Cave Rubbiani, vicino all’argine del Panaro, occupa il suo terreno con una casetta mobile e due roulotte e che ha un’ordinanza comunale di sgombero pendente da giorni.
Alfredo tiene a precisare cosa è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, secondo il suo punto di vista. Il vicinato aveva sentito intorno alle 3 musica a forte volume, schiamazzi e poi due botti simili a spari di arma da fuoco o di carabina.
«Io non c’entro niente con questa vicenda e l’ho spiegato alla polizia - dice - anzi, posso affermare che sono preso di mira da chi spara. Non è la prima volta che succede. Da quando siamo arrivati ogni tanto arriva qualcuno qui vicino e spara dei colpi ma non dentro la mia proprietà, e poi scoppia a ridere. Siamo preoccupati e spaventati. Non hanno cuore per i miei figli piccoli?» Alfredo riferisce anche di essere andato in questura a sporgere denuncia ma poi, non avendo visto nessuno da vicino, se non delle ombre, ha desistito.
«Questo non significa che non sia successo niente. Ma voglio dire ai miei vicini solerti che chiamano la polizia che io sono quello preso di mira, non quello che spara. Io stesso ho fatto entrare la polizia e abbiamo controllato il terreno per vedere se c’era qualche bossolo, anche se non abbiamo trovato niente».
Infine due parole sulla sua famiglia: «Voglio ribadire: non siamo nomadi. Mia moglie è di origini nomadi, io e miei due figli minorenni no».
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