Guerriglia No Tav: arresti per attivisti del Guernica
Mano pesante della Procura di Torino per quattro antagonisti modenesi: due sono ai domiciliari, uno in carcere e uno con obbligo di firma quotidiano
Ci sono anche quattro esponenti del collettivo autonomo Guernica tra i destinatari delle misure cautelari ordinate dal gip di Torino per gli scontri tra polizia e manifestanti “No Tav” avvenuti a fine giugno 2015 a Chiomonte di Val di Susa nei pressi del cantiere della linea alta velocità Torino-Lione. In particolare sono agli arresti domiciliari due esponenti del centro sociale; uno di loro è lo storico portavoce Enrico Semprini. Un terzo attivista è stato raggiunto dall’obbligo di firma quotidiano presso la polizia giudiziaria. Infine è stato effettuato un fermo di polizia per un modenese al termine di una perquisizione. La Procura di Torino non aveva sufficienti elementi per chiedere i domiciliari anche per lui, ma durante la perquisizione nella sua abitazione effettuata dalla Digos sono emersi elementi che comproverebbero la sua partecipazione ai fatti contestati, come ha spiegato il procuratore capo di Modena Lucia Musti. Per questo motivo, la Procura di Modena, su delega di quella torinese, ha proceduto al fermo e ha già presentato al gip di Modena richiesta di custodia cautelare in carcere per questo quarto attivista indagato.
Le posizioni dei quattro modenesi sono tutte da vagliare: nulla è ancora trapelato sulle responsabilità personali che vengono loro addebitate dalla Procura di Torino nell’ambito di una retata compiuta ieri all’alba che ha sollevato grandi discussioni e polemiche nel capoluogo piemontese.
I reati contestati sono di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali, esplosioni di ordigni con la finalità di turbare l’ordine pubblico, secondo quanto ricostruito dalla Distrettuale Antiterrorismo di Torino.
Al termine delle indagini, l’altro giorno il gip di Torino ha dato il via libera a ben 18 ordinanze di misure cautelari non carcerarie che riguardano sia elementi dei movimenti anarchici che di quelli antagonisti e autonomi, oltre che a cittadini non “apparentati” a gruppi politici ma che prendono parte al movimento “No Tav”. Oltre a torinesi e residenti della Val di Susa, sono stati colpiti dall’ordinanza i modenesi, alcuni reggiani e un romano. Gli scontri dell’anno scorso a Chiomonte sono avvenuti durante una manifestazione che ricordava un evento identico avvenuto nel 2011. Parteciparono 1500 manifestanti dei quali 550 aderenti all’area antagonista. Un centinaio arrivava da altre città: Modena, Alessandria, Bologna, Reggio Emilia, Roma. Improvvisamente scoppiarono scontri tra polizia e un centinaio di manifestanti vestiti di scuro e col volto coperto che aggredirono gli agenti e lanciarono oggetti e petardi provocando ferimenti.
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