Missione scuola nei paesi più poveri
La testimonianza di Michela Mescoli, da Modena al Benin: «Anche dall’Italia si può fare molto per queste popolazioni»
MODENA. «Sono convinta che anche da qui si possa fare molto, oltre ovviamente alle raccolte fondi, la sensibilizzazione e la comunicazione sono fondamentali». Incontriamo Michela Mescoli, 30 anni, educatrice di Modena, alla Festa delle associazioni di cooperazione internazionale che lo scorso weekend ha animato Piazza Matteotti. Michela è al banchetto dell'associazione Iroko, di cui è vicepresidente, realtà operante in Benin con progetti di sviluppo e turismo sostenibile. «Al momento i nostri progetti si concentrano principalmente sul sostegno scolastico - racconta Michela - I bambini del villaggio alle porte di Portonovo possono frequentare due pomeriggi a settimana lezioni di recupero con una maestra stipendiata da Iroko all'interno del progetto Sonagnon. Con il progetto La case des eleves, inoltre, siamo riusciti a costruire un'aula per corsi di recupero, per poter dare uno spazio consono allo studio ai bambini sostenuti dal progetto Sonagnon».
L'edizione 2016 della festa delle associazioni modenesi della cooperazione internazionale è stata dedicata al ruolo dei migranti e alle potenzialità del co-sviluppo. Riferendosi all'ondata migratoria che sta investendo l'Europa (76 milioni di migranti nel 2015), Muzzarelli ha sottolineato «l'urgenza non solo di adottare misure immediate per affrontare l'emergenza e aiutare i Paesi che subiscono maggiormente l'impatto dei flussi migratori, ma anche di definire un approccio globale alla gestione della migrazione». Michela si è avvicinata a Iroko grazie al corso per volontari della cooperazione internazionale del Comune di Modena che ha seguito nel 2013/2014: «Provando interesse per i progetti dell'associazione, ho deciso di fare uno stage all'interno di essa, sono andata in Benin e ho deciso di cominciare a collaborare con l'associazione, aumentando sempre più il mio impegno al suo interno». Qualche anno prima, nel 2010, Michela ha sperimentato la cooperazione grazie a un’altra esperienza che porta dentro, «un’esperienza assolutamente positiva e sconvolgente nel senso migliore del termine - ci dice - Ho fatto un campo di volontariato con l'associazione Alfeo Corassori in Madagascar, con un gruppo di una ventina di persone. Il consiglio più saggio che mi sento di dare a chi vuole intraprendere una simile esperienza è di essere completamente aperti ad accogliere tutte le emozioni, sensazioni, colori, profumi, sapori che ci capitano sulla strada. L'esperienza sul campo lascia la sensazione di non aver apportato chissà quale cambiamento nella vita di chi ci ha ospitato, ma vi assicuro che un grande cambiamento e arricchimento avviene in noi».
Sui temi della cooperazione, la Commissione europea ha adottato due piani d'azione strategici: l’Agenda europea sulla migrazione e l’Agenda europea per l’integrazione, attraverso cui l’Europa intende affrontare la situazione di crisi delineando una strategia per gestire il fenomeno migratorio. In questo contesto, la Regione Emilia-Romagna, sta definendo il proprio documento di indirizzo strategico pluriennale per il triennio 2016-2018 per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e in via di transizione, la solidarietà internazionale e la promozione di una cultura di pace. Questo documento, che la Regione dovrebbe approvare nel corso dell'estate, sarà il punto di riferimento per la messa a disposizione di nuove risorse.
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