Pd: «Pagato a caro prezzo lo strappo con la sinistra»
Pavullo. Il segretario Facchini analizza il ko: «Dovremo ricucire, ma serve tempo Governando abbiamo trascurato troppo le piccole cose. Ora darò le dimissioni»
PAVULLO. Due giorni dopo, si avverte ancora tutto nella sede del Partito Democratico di Pavullo il peso della sconfitta elettorale che ha portato all’elezione di Luciano Biolchini con il 61%. All’ingresso, l’ironico cartello “oggi ci riposiamo”, che ha sostituito il “chiuso per lutto” attaccato da qualche buontempone la notte dopo lo spoglio. Ma non ci si piange addosso.
Nelle parole del giovane segretario, il 26enne Thomas Facchini, prevale il realismo di fronte alla situazione: si sa che c’è un cammino tutto in salita da fare, ma che merita di essere percorso.
Facchini, che analisi avete fatto? Perché avete perso così?
«Ci sono stati due fattori: ha influito sicuramente il momento difficile a livello nazionale per il governo e il centrosinistra. Ma ha pesato soprattutto a livello locale la frattura con la sinistra e l’esigenza di rinnovamento che era maturata tra i cittadini dopo 28 anni di governo ininterrotto».
Avete sbagliato qualcosa in questa campagna elettorale? Siete stati troppo “cattivi” con gli avversari al primo turno?
«No, abbiamo portato avanti le nostre proposte e non credo ci sia stata particolare aggressività. Non abbiamo mai fatto attacchi personali, solo evidenziato quelli che secondo noi erano i limiti degli altri».
Gli altri ex candidati dicono che Iseppi ha pagato le colpe di Canovi...
«Iseppi non ha certo tutte le colpe, ma è ingiusto anche colpevolizzare Canovi. Mi ricordo di averlo visto dei giorni arrivare alle 7 in municipio e uscire alle 23. Ha dato tutto quello che ha potuto, contribuendo alla tenuta del paese in un momento molto difficile per la crisi. Se dobbiamo fare autocritica, forse ci si è concentrati troppo sulle grandi opere, trascurando le manutenzioni, le cose immediatamente percepibili dalla gente. E non si è riusciti a trasmettere bene all’esterno il buono che si stava facendo».
Lei dopo questo verdetto, che decisioni prende?
«Ho convocato per la prossima settimana un direttivo di partito in cui analizzare bene il voto. In quell’occasione presenterò le mie dimissioni da segretario: mi hanno insegnato che nella vita bisogna prendersi le proprie responsabilità, e mi sembra giusto così».
E se le respingeranno?
«Allora prenderò atto della fiducia e continuerò a lavorare per riportare il centrosinistra alla guida di Pavullo. Ma devono essere gli altri a giudicare e decidere».
Tornando indietro, rifarebbe le primarie?
«Sì, perché sono state una grande prova di partecipazione e un modo per dare discontinuità. Senza strascichi polemici».
Se avesse vinto Stefania Cargioli, il risultato oggi sarebbe diverso?
«Non credo. Sia lei che Stefano avevano dei grandi punti di valore, e la soddisfazione è stata averli dopo nella stessa squadra. Abbiamo pagato la divisione con la sinistra, con colpe da entrambe le parti».
Sarà possibile ricucire?
«Ci vorrà del tempo, ma possiamo farcela se non guardiamo ai personalismi e se mettiamo giù un progetto con basi programmatiche chiare, con diritti e doveri».
Che opposizione farete?
«Costruttiva. Sul merito delle cose, guardando al lavoro e allo sviluppo del paese».
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