Referendum, il no del centrodestra
Forza Italia, Lega e FdI lanciano il comitato per fermare la riforma del premier
«Invitiamo le persone di buona volontà a dire no, andando a votare, alla riforma costituzionale di ottobre che, grazie a Renzi, farà perdere sovranità al popolo senza diminuire i costi della politica», così il centrodestra a Modena si presenta unito - Forza Italia, Lega nord, Fratelli d'Italia - nel bocciare il referendum di ottobre dedicato alla riforma costituzionale. Ieri si sono presentati Andrea Galli, Giuseppe Pellacani e Adolfo Morandi di Fi, Antonio Baldini, Filippo Panini e Mario E. Rossi Barattini della Lega e Michele Barcaiuolo e Fabio De Maio di FdI e hanno spiegato il loro punto di vista. «Questa riforma è un vero minestrone - attaccano Galli e Pellacani - e parte con il trucco perché si voterà presumibilmente il 3 ottobre, mentre per il giorno seguente è attesa la sentenza della Consulta su alcuni temi del referendum. Siamo contrari perché verrebbero a mancare dei contrappesi nella nostra carta costituzionale, inoltre la volontà popolare si riduce e in più non ha senso mandare sindaci e consiglieri regionali a Roma due giorni a settimana». Al di là delle alternative che ogni partito in questi mesi porterà avanti i rappresentanti modenesi sono concordi su una decina di punti, con al primo posto «Il colpo di mano di una finta maggioranza che cambia la costituzione». «È così per questo terzo referendum della storia legata alla Carta. Nel 2001 la sinistra modificò il rapporto tra Stato e regioni, mentre nel 2006 il centro destra fece altre modifiche e la sinistra disse che non si modificava se non con una ampia maggioranza. Oggi invece la cambiano con la sola maggioranza compreso Verdini per questo ci deve essere battaglia visto che la Costituzione deve unire e non dividere». Spiegano Panini e Barattini: «Si toglie potere alle autonomie a favore del centralismo e se ne occupa un governo non eletto direttamente. Inoltre è una riforma poco chiara e falsa, perché non abolisce il Senato così come non sono state abolite le province. Il Pd nel combinato disposto con l'Italicum avrà la maggioranza al Senato e alla Camera». (s.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google