Gazzetta di Modena

Modena

Terremerse, appello bis: Errani assolto

Terremerse, appello bis: Errani assolto

Scagionato perché “il fatto non sussiste”. «Finalmente è finita. Ora si afferma la verità». E Renzi lo chiama al telefono

3 MINUTI DI LETTURA





L’ex presidente della Regione Vasco Errani è stato assolto con formula piena dall’accusa di falso ideologico nel secondo processo d’appello della vicenda Terremerse “perché il fatto non sussiste”. La decisione è arrivata ieri, poco prima delle 15, dalla terza sezione penale della Corte d’appello di Bologna, presieduta da Cecilia Calandro. Assolti, perché il fatto non costituisce reato, anche i due dirigenti della Regione Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, entrambi accusati di falso ideologico e favoreggiamento.

All’origine del processo, ricorda l’agenzia stampa Dire, la lettera e la relazione inviate da Errani alla Procura di Bologna per dimostrare la correttezza dell’operato della Regione nella concessione, avvenuta nel 2006, di un finanziamento da un milione di euro per la costruzione di una cantina a Imola. Un’opera che sarebbe poi andata alla cooperativa Terremerse guidata, in quel momento, da Giovanni Errani, fratello dell’ex presidente della Regione. Lo stesso Giovanni Errani, per la vicenda, è già stato assolto in appello da una parte delle accuse e ha incassato il proscioglimento per prescrizione per le contestazioni di falso e truffa. Non solo: lo scorso 30 marzo anche la cooperativa è stata assolta dall’accusa di truffa aggravata.

I guai per l’ex presidente della Regione, come detto, iniziarono dopo aver presentato la relazione sul finanziamento alla cooperativa. Il documento fu impugnato dalla Pm Antonella Scandellari ma le contestazioni sfociarono in un’assoluzione piena durante il processo di primo grado in rito abbreviato. La sentenza del Gup Bruno Giangiacomo scagionò oltre a Errani anche Terzini e Mazzotti. Era il 2012 ma la doccia gelata sarebbe arrivata due anni dopo. In appello infatti i tre imputati vennero tutti condannati: un anno a Errani, che portò alle sue dimissioni da presidente della Regione, e un anno e due mesi per i due dirigenti.

L’ultimo colpo di scena è arrivato lo scorso luglio quando la Cassazione, nonostante il Pg Aurelio Galasso avesse chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati, ha disposto l'annullamento della sentenza, ordinando un nuovo processo d'appello. Processo terminato ieri con l’assoluzione di tutti gli imputati. Ora si attende il deposito delle motivazioni che arriverà tra 40 giorni.

Una sentenza accolta con grande soddisfazione dal legale di Errani, pur sottolineando che «sarebbe bastato confermare, nel primo appello, la sentenza di primo grado per risparmiarci questo inutile, ma a questo punto opportuno, ulteriore grado processuale».

Ed è lo stesso Errani a esprimere tutta la propria gioia dalsuo profilo Facebook: «Finalmente è finita. Con questa sentenza si chiude una lunga vicenda processuale che forse non avrebbe dovuto nemmeno aprirsi. Si afferma così in modo definitivo la verità. Ho pagato un prezzo altissimo e ciò peraltro ha coinvolto un’importante istituzione ma sono orgoglioso di avere sempre avuto un comportamento corretto. Sono stati lunghi anni di sofferenza per me e per i miei familiari - conclude - sofferenza alleviata soltanto dalla solidarietà e stima che ho sentito intorno a me».

E ieri anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha chiamato Vasco Errani per esprimergli la propria amicizia e vicinanza dopo l’assoluzione. Felicità espressa anche da Pier Luigi Bersani che si unisce alle congratulazioni dell’assessore regionale Massimiliano Mezzetti, del segretario regionale Pd, Paolo Calvano, di quella provinciale Lucia Bursi, e dei parlamentari dem Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni, Maria Cecilia Guerra, Edoardo Patriarca, Giuditta Pini, Matteo Richetti e Stefano Vaccari. Calvano per Errani ha anche chiesto un ruolo nazionale.

Andrea Perini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google