Gazzetta di Modena

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Palazzi scivola con i nomi di giunta

di Francesco Dondi
Palazzi scivola con i nomi di giunta

Finale. Il sindaco presenta gli assessori ma scopre che Meletti è incompatibile. Al suo posto arriva Beatrice Ferrarini

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FINALE. Parte con un inconveniente l’avventura di Sandro Palazzi alla guida del Comune. Intenzionato a nominare subito la giunta, in modo tale da dare immediato impulso all’attività amministrativa, bloccata da mesi per le note vicende giudiziarie ed extra, il sindaco si è dovuto scontrare con la burocrazia ed è stato costretto a cancellare l’incarico di assessore ai Lavori pubblici e Agricoltura a Carlo Meletti. Lo ha fatto poco dopo la presentazione alla stampa a causa di un’incompatibilità familiare: Meletti e Palazzi hanno infatti sposato due sorelle e quindi c’è un legame di parentela, vietato dalla legge. Poco male perché aver liberato un assessorato potrebbe mettere a tacere le critiche arrivate da Massa per nulla rappresentata nella nuova squadra di governo. Polemiche che il sindaco e il suo vice, Lorenzo Biagi, cercano di arginare dicendo «che dobbiamo ragionare come un paese unico, senza divisioni, gli assessori rappresentano Finale e tutte le sue frazioni che sono altrettanto importanti e meritevoli di uguale dignità e attenzione». Ma nella popolosa cittadina dell’anatra in molti non hanno gradito questa simbolica assenza. Una soluzione è però arrivata a metà pomeriggio con la nomina di Beatrice Ferrarini (Pari Opportunità, Frazioni e Agricoltura), che in un colpo ha sistemato le rivendicazioni massesi e garantito un equilibrio delle quote rosa, che con Meletti non ci sarebbe stato. Un’ulteriore mancanza, fatta notare anche dal consigliere Pierpaolo Salino della civica di centro sinistra, che legge alla mano ha evidenziato l’irregolarità della prima giunta.

Intanto Palazzi ha però iniziato la sua corsa contro il tempo, varando una squadra con tempi velocissimi. Non ci sono particolari sorprese rispetto a quanto annunciato se non la nomina del 42enne educatore di sostegno Claudio “Rino” Marchesi, in quota Lega, ai Servizi Sociali, Scuola e associazionismo sociale. Il sindaco terrà invece per sé servizi finanziari (bilancio e tributi), sportello unico edilizia, urbanistica, Edilizia Privata, Ricostruzione, Protezione civile, Sicurezza, Ced, Servizi informatici, Suap, Lavori Pubblici, Manutenzioni e Agricoltura. E a proposito di Bilancio, oggi Palazzi avrà un summit con i Revisori dei conti ed il commissario ad acta inviato dalla Prefettura per sbloccare il bilancio consuntivo 2015, non ancora approvato. «Vorrei farlo in fretta – dice – per capire davvero quanti soldi possono essere investiti sul paese. Accoglierò con grande interesse i suggerimenti del commissario e dei Revisori così come cercherò di capire lo stato della scuola media per dare risposte a famiglie e studenti che a settembre vorrebbero trasferirsi». Deleghe di peso anche per Lorenzo Biagi che si occuperà di Personale, Polizia municipale, Politiche giovanili, Sport, Servizi demografici, Urp, Protocollo, Servizi cimiteriali e Sanità. “Non promettiamo di riportare l’ospedale ai livelli di un tempo, saremo dei pazzi – dice Biagi – ma il Pal va rivisto anche alla luce del terremoto”.

In Giunta il decano sarà Gianluca Borgatti che lavorerà su Cultura, Promozione del territorio, centro storico, commercio, servizi bibliotecari e museali, rapporti con il Consiglio e Ambiente. «Sull’ambiente abbiamo fatto battaglie comuni con la Sinistra e i 5 Stelle – spiega Borgatti – per questo, visto che non siamo più in campagna elettorale, proporremo loro la presidenza della Commissione Ambiente. La salute dei cittadini viene prima di tutto, molto prima degli interessi delle multiutility perché noi siamo liberi da vincoli». A completare la squadra ecco l’unica donna, almeno per ora. Sarà l’avvocato 30enne Rachele Randone che seguirà Affari generali, società partecipate, Gare e appalti, Pari opportunità e Segretario generale. La nuova Giunta si insedierà probabilmente nel Consiglio indicativamente programmato per il 4 luglio e in quella sede sarà proposto Maurizio Boetti come presidente. «Se così dovesse essere – dice il rappresentante della Lega – darò massimo accesso alle informazioni a tutti, così come ha fatto il mio predecessore, ma allo stesso tempo vorrei che le interrogazioni si discutessero all’inizio perché sono le cose che più interessano alle persone. Servirà cambiare il regolamento ma ci proveremo».

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