Truffa a Spilamberto, paga 48mila euro ma la merce non esiste
Un imprenditore modenese appassionato di smartwatch e di elettronica è stato ingannato da un annuncio on line: per 10 mesi ha continuato a versare
SPILAMBERTO. .Nell’arco di dieci mesi si è fatto spillare 48mila euro ed ora ha un’unica certezza: quella che non rivedrà mai più questa considerevole somma. I truffatori, una coppia residente a Roma, sono stati individuati e denunciata ma questo non farà rientrare il denaro nelle tasche di un 59enne rimasto gabbato e che pagherà piuttosto cara la sua creduloneria.
In effetti, come hanno spiegato i carabinieri di Spilamberto che si sono occupati del suo caso, questo uomo, un imprenditore artigiano che evidentemente dispone di buone possibilità economiche, avrebbe avuto almeno dieci mesi per accorgersi che i suoi “affari” on line stavano andando male. Ma , tutte le volte che aveva qualche dubbio, veniva in contatto con qualcuno vicino alla coppia che, in un modo o nell’altro, lo rassicurava, lo calmava e , anzi, lo convinceva ad effettuare altri acquisti.
Tutto infatti iniziò circa dieci mesi fa quando il 59enne, appassionato di oggetti d’elettronica, incappò in un annuncio presente su una piattaforma molto diffusa e utilizzata, Ebay. La sua era una passione ad ampio raggio: dai classici iPad, tablet, orologi, cellulari, smartphone ai più recenti smartwatch ed altre apparecchiature di ultimo grido.
L’imprenditore venne attratto dall’annuncio e contattò chi lo aveva effettuato sottostando subito alle indicazioni: uno stock di merce che lui pagò, probabilmente versando una prima corposa rata su un conto o su una carta prepagata. Il vignolese dunque paga e aspetta che arrivi a casa il pacco con le sue meraviglie. Ma passa del tempo e tutto tace. Decide quindi di contattare i suoi referenti i quali, come riferito dalle forze dell’ordine, “girano” la sua richiesta ad un’altra persona, un loro fantomatico intermediario, che, come gli viene riferito, sarebbe colui dal quale dipenderebbe il ritardo nella consegna.
Il 59enne si mette in contatto con questo nuovo personaggio il quale, come detto, spiega che è solo un ritardo dovuto a inghippi burocratici. Anzi, rilancia con nuove proposte di acquisto, con una nuova tranche di merce: l’imprenditore casca nel tranello, si lascia abbindolare dalle rassicurazioni e continua nel suo ordine, versando un’altra sostanziosa cifra per assicurarsi la merce elettronica.
Questo meccanismo truffaldino con zero merce inviata, telefonate e nuovi pagamenti dietro a promesse e garanzie, va avanti più volte. Fino a un mese fa, quando il 59enne, finalmente, va dai carabinieri avendo capito di essere stato truffato. Erano passasti circa dieci mesi e lui ormai aveva sborsato 48mila euro senza avere visto nemmeno un chip.
I militari risalgono ai due dell’annuncio che vengono denunciati per truffa: marito e moglie di 51 e 53 anni residenti a Roma, con precedenti specifici.
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