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Canovi: «Grave sconfitta la responsabilità è mia»

di Daniele Montanari
Canovi: «Grave sconfitta la responsabilità è mia»

Pavullo. L’ex sindaco abbraccia e scherza con Biolchini al passaggio di consegne «Circondati di persone capaci e leali , io ne so qualcosa di problemi interni...»

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PAVULLO. Sono sempre stati amici, al di là della politica, e anche il passaggio di consegne finale è stato estremamente cordiale e anche simpatico nelle battute. Ultimo atto ieri in municipio tra l'ex sindaco Romano Canovi e il suo successore Luciano Biolchini. Appuntamento a mezzogiorno, con Canovi per la prima volta ospite nell'ufficio che ha tenuto per dieci anni. Biolchini ci ha scherzato su, ma dietro il sorriso l'ex sindaco non è riuscito più di tanto a nascondere lo stato d'animo: «È davvero dura, devo dirti, è terribile per me il momento – ha sottolineato – perché sento tutta la responsabilità della sconfitta. La vivo e la sento. Ho bisogno di stare un po' da solo per superare l'amarezza... Credo che andrò nel bosco attorno a casa a tagliare un po' di legna, per sfogarmi. Vedi com'è la vita? Tu hai segato fino adesso, e ora comincio io». «Si è creato un movimento in paese che non avrei mai immaginato – ha osservato Biolchini – c'è un'aspettativa enorme, che fa quasi paura. Devo dire però che mi ha rincuorato l'accoglienza ricevuta in Comune. Mi sono sentito accettato, e questo mi ha infuso fiducia, perché so che ci sono ottime professionalità qui«. «Ecco, invece io – ha ribattuto Canovi – ne sto prendendo di ogni in giro. Sembra che sia colpa di Canovi per tutto, anche per la pioggia, perché dopo che hai vinto te è arrivata l'estate». Quindi due raccomandazioni: «Ricordati che sei stato eletto con voti anche non tuoi, e devi essere il sindaco di tutti. Prenditi il tempo che ti serve, ma circondati di persone capaci e leali. Io ne so qualcosa di problemi interni...», ha ricordato, tornando alla rottura con Morena Minelli. Quindi la stretta di mano, con la consegna della fascia tricolore: «Buon lavoro, sono sicuro che farai bene, dai», ha detto Canovi. «Io sono sicuro, al di là delle battaglie politiche, di poter sempre trovare un amico là fuori»," ha risposto lui. Poi il momento, con malcelata commozione, di prendere le ultime due cose che Canovi aveva lasciato in ufficio, due foto della sua prima legislatura. Una con padre Sebastiano, in cui si puntano scherzosamente il dito a vicenda ("per lanciarci anatemi" ha commentato) e l'altra di lui con Antonio Parenti, scomparso due anni fa, a cui era legatissimo. La sua assenza probabilmente ha pesato non poco anche nell'esito di queste elezioni. «Gli impegni che mi ero assunto ho cercato di portarli a termine tutti – ha chiosato all'uscita – ma non basta questo. Bisogna essere anche capiti e accettati dalla gente, non sopportati. Evidentemente io non avevo più quella stima e quell'affetto che un sindaco deve avere, e questo si è ripercosso su Iseppi».

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