Carpi, cade parte del cornicione: colpito padre con la figlia
Un pezzo di cemento si è staccato dall’ottavo piano di un edificio fatiscente in via Biondo. Frattura alla clavicola per l’uomo che era con la bimba di appena 2 anni: «Poteva ucciderci»
CARPI. È fuori pericolo il ragazzo cui è caduto addosso un frammento di griglia punzonata per arginare i volatili e un grosso e pesante pezzo di cemento e intonaco precipitati da un’altezza di otto piani, ieri pomeriggio. L’incidente è avvenuto intorno alle 15.30, quando D. M., trentunenne originario di San Felice, si trovava sul proprio terrazzo giocando con la figlia di due anni. Un attimo e, dall’alto del palazzo di via Nicolò Biondo al civico numero 1, dove il giovane abita con la compagna S. M., 28 anni, è stato colpito dal frammento di calcinaccio. Subito, sul posto, oltre a quattro agenti della Municipale, l’amministratore del condominio e tre operatori dell’ufficio tecnico del Comune, sono accorsi i Vigili del Fuoco i quali hanno constatato, oltre alla situazione presentatasi ai loro occhi al primo piano dell’appartamento, le pessime condizioni dei vetri della balconata che cinge la terrazza in uso all’appartamento del ragazzo ferito. Si è reso dunque necessario transennare il parapetto dell’intero perimetro sottostante, al pianterreno sul retro dell’immobile, per evitare un’eventuale caduta delle lastre.
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«Non volevo nemmeno andare in ospedale – racconta D. M. – poi i pompieri mi hanno convinto e hanno fatto bene: mi sono recato al Ramazzini e lì hanno riscontrato la frattura della clavicola sinistra. Ho una prognosi di 30 giorni. Se solo mi fosse caduto in testa o, addirittura, sulla testa della mia bambina, non so cosa sarebbe potuto accadere. Meglio sia capitato a me».
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Dalla porta balcone è possibile constatare l’elevato degrado della terrazza. «Viviamo qui dall’ottobre scorso, ma ci siamo ben presto resi conto che questo posto è invivibile. Spesso dai piani sovrastanti cadono cose – spiega S. M. – escrementi di piccioni, sacchetti di patatine, sigarette, tappeti, asciugamani, pacchetti di sigarette. Ogni settimana raccogliamo sacchi interi di sporcizia. Due settimane fa, poi, verso le 18, qualcuno ha fatto scoppiare intenzionalmente un petardo sul nostro balcone. Avevamo scelto questo appartamento proprio per il balcone, per tenere liberi il nostro cane e il gatto: non possiamo nemmeno far uscire nostra figlia. Abbiamo avvisato l’amministratore e la proprietaria, mostrando loro le foto di tutta questa sporcizia, ma nulla. E ora, questo: poteva uccidere mio marito o la bambina». La coppia ha dato disdetta alla proprietà: «Con una bambina non si può vivere in un posto del genere – spiegano - ce ne andremo appena troveremo un altro alloggio e rifletteremo se chiedere i risarcimenti: tutti, qui, erano informati della pericolosità del palazzo. Tutti, anche l’amministratore». Ora i Vigili del Fuoco proseguiranno le indagini per stabilire esattamente le cause del crollo.
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