Ecco il primo combustibile a base di caffè
Francesca Lovato, con la sua startup Oltrecafè, ha ideato un pellet totalmente ecosostenibile
La cultura popolare, quella tramandata dalle nonne, insegnava che il caffè, e più nello specifico i fondi, non dovevano essere buttati via per nessun motivo. C’erano le fattucchiere che l’utilizzavano per “riti magici”. C’era chi invece prendeva la polvere di caffè per dare quel tocco in più ai dolci. Chi aveva il “pollice verde” e si avvaleva dei fondi per fertilizzare le proprie coltivazioni. Oggi, invece, c’è una startup, guidata da una giovane modenese, originaria di Carpi, che ha raccolto ha preso in mano questa cultura popolare e l’ha portata nel mondo contemporaneo creando un vero e proprio combustibile “green”: il pellet al caffè. Lei è la 35enne Francesca Lovato che, assieme ad Andrea Maccari e Riccardo Mariani (entrambi nel progetto da circa un anno), porta avanti la startup OltreCafè, unica realtà in Italia a produrre pellet dai fondi del caffè.
«In pratica abbiamo industrializzato il processo di riciclo del fondo del caffè», spiega Francesca ma in realtà la sua innovazione ha fatto molto di più. Ha creato un metodo di produzione di combustibile 100 per cento naturale, a ciclo chiuso, ecosostenibile e con un potere calorifero superiore del 20 per cento a quello del normale pellet di legno. Con questo metodo si potrebbero abbandonare le importazioni di pellet di legno dall’America, sempre se in futuro si riuscissero a utilizzare le circa 360mila tonnellate di fondi di caffè prodotte in Italia in una sola giornata. Intanto Francesca e la sua squadra tentano di introdurre questa pratica in Emilia-Romagna. «In questo momento stiamo facendo il giro delle municipalizzate dell’Emilia- Romagna - racconta - che al momento gestiscono i rifiuti. Noi vorremmo strutturare assieme a loro una raccolta differenziata specifica. In questo modo i fondi di caffè saranno separati dal resto dei rifiuti organici che comunque continuerebbero il loro normale ciclo fino a diventare compost urbano».
Il processo di trasformazione del materiale è del tutto identico a quello del legno: «L’unica differenza, non da poco, è che il pellet prodotto dal legno, a meno che non sia certificato, produce disboscamento. Producendolo invece dai fondi del caffè si è certi che il combustibile derivi da una materia di scarto, per quanto nobile che sia. Inizia tutto da un controllo iniziale della materia in cui il prodotto viene reso omogeneo. A questo punto si verifica la qualità e, solo quando il test è superato, il materiale passa in una camera di essiccazione. Dopo un ulteriore step il fondo del caffè diventa combustibile». E non è tutto: «La cenere prodotta può essere utilizzata come fertilizzante». La materia prima arriverebbe da aziende e bar, che hanno una produzione di fondi elevata: «Stiamo studiando delle collaborazioni con delle associazioni per la raccolta dei fondi sulla falsa riga di quelle che già avvengono con i tappi di sughero». Oggi questo progetto è arrivato tra gli otto finalisti di #NatiPer, il contest promosso da Axa Italia. Selezionato dalla giuria è entrato direttamente nella fase finale del concorso e ora ha la possibilità di aggiudicarsi un premio di 50mila euro, un supporto concreto per realizzare un progetto di social innovation. Dal 1 settembre al 7 ottobre si apre il voto agli utenti della rete, con un ulteriore momento di condivisione sui social per sostenere il progetto più meritevole. Entro il 14 ottobre i voti online, sommati a quelli della giuria, proclameranno il progetto vincitore di #NatiPer.
L’obiettivo dichiarato da Oltrecafè è entrare nel mercato per l’inverno del 2017 iniziando a vendere il prodotto da giugno 2017. E per il futuro: «Vorremmo coinvolgere i comuni di montagna per creare dei piccoli centri in cui produrre pellet del tutto sostenibili. E stiamo studiando anche altre applicazioni: come i filtri per l’acqua fatti da fondi di caffè». Intanto il “fuoco all’aroma di caffè” (il pellet c’è sia al naturale che dearomatizzato) non è ancora realtà ma visto quanto è popolare la bevanda in Italia il prodotto non tarderà a decollare.
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