Ente Parchi e Slow food insieme per salvare la tradizione
VIGNOLA. È stata siglata la prima Alleanza in Italia tra l’Ente Parchi Emilia Centrale e le condotte di Slow Food di Valle del Panaro e Frignano, un vero e proprio accordo strategico che sancisce una...
VIGNOLA. È stata siglata la prima Alleanza in Italia tra l’Ente Parchi Emilia Centrale e le condotte di Slow Food di Valle del Panaro e Frignano, un vero e proprio accordo strategico che sancisce una collaborazione tra territori adiacenti, con tradizioni e culture che variano e si intersecano tra loro. Si dà così luogo a una danza di “saperi e sapori”, licenza poetica che si sono permessi di usare per l’occasione i due fiduciari Paolo Vignocchi e Gino Quartieri, per indicare l’enorme patrimonio che viene così messo in comune tra Valle del Panaro e Frignano.
La firma del presidente dei Parchi Giovanni Battista Pasini e dei due rappresentanti di Slow Food è stata ufficializzata durante la conferenza di presentazione che si è tenuta qualche sera fa per la “Bandiga dell’Alleanza”, evento enogastronomico che celebrava le eccellenze delle due condotte, primo fra tutti il Borlengo.
«Bandiga è il termine che indica il pranzo che viene tenuto quando si terminano i lavori di costruzione di una dimora - ha spiegato Raffaela Donati, presidentessa regionale di Slow Food - noi lo abbiamo utilizzato metaforicamente per indicare il convivio che stiamo tenendo per celebrare il termine del lungo lavoro che ha portato a questo nuovo protocollo».
Prosegue spiegando il significato per esteso della serata «Parliamo di Alleanza - dice la Donati - perché di fatto è un patto tra gli chef e i produttori, tutti alleati per fare sì che i cuochi utilizzino nei loro ristoranti i prodotti sani e giusti del territorio, inserendo nei propri menù le indicazioni di produzione, informazioni utili anche ai clienti, che possono così ricercare quelle stesse materie prime anche in un secondo momento».
In termini pratici l’accordo è volto a sostenere la piccola economia locale attraverso la realizzazione di iniziative comuni a largo raggio per la difesa delle produzioni agroalimentari locali e dei “saperi” che ne costituiscono la base, nel quadro della tutela dell’ambiente e della biodiversità, che ne caratterizzano le qualità.
«L’area di Modena e Reggio è il paniere del maggiore numero di prodotti tipici - ha commentato Pasini - di cui la montagna è la più ricca e di cui Slow Food protegge la salubrità e l’origine».
Agnese Facchini
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