«La burocrazia toglie 100 giorni di lavoro»
Coldiretti mobilita 5mila agricoltori che ieri hanno manifestato di fronte al palazzo della Regione
Da un lato gli animali che danneggiano i raccolti. Dall’altro la burocrazia che strozza le aziende. E per questo sono inferociti gli agricoltori dell’Emilia-Romagna che ieri sono scesi in strada con trattori, fischietti e trombe. Un corteo e un presidio che secondo gli organizzatori ha portato 5mila persone sotto la sede della Regione, in viale Aldo Moro a Bologna. E tanti, dal corteo, hanno chiesto le dimissioni dell’assessore regionale all’agricoltura, Simona Caselli. «A casa- urlano i coltivatori diretti- Caselli cambia mestiere. Sono anni che la fauna distrugge i nostri raccolti. L’assessore ha promesso che ci liquida i danni da orso. Ma quanti orsi ci sono in Emilia-Romagna? È una presa in giro». Espliciti anche i cartelli e gli striscioni portati in corteo da Coldiretti.
“Ci vuole più di un anno per vedersi liquidare i danni da animali selvatici - spiega Coldiretti in una nota - più di tre mesi per ottenere la qualifica di imprenditore agricolo e molti mesi per le pratiche edilizie in agricoltura”. La burocrazia, scrive Coldiretti, toglie a 100 giorni di lavoro all’anno che si traducono in una perdita di competitività.
Il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, Mauro Tonello, sottolinea che «non c'è nessuna impresa che regge questa situazione. I cinghiali, i daini e le nutrie hanno raggiunto numeri impressionanti e fanno danni impensabili. Senza questi problemi si potrebbero creare molti altri posti di lavoro, ma la regione sembra non voler capire». Nell’ultimo anno in Emilia-Romagna, stima Coldiretti, i danni per le aziende agricole dovuti agli animali selvatici superano i 2,3 milioni di euro e sono oltre 25.000 i posti di lavoro a rischio.
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