Gazzetta di Modena

Modena

Emotion

Inglese & dialetto

di CRISTIANA MINELLI
Inglese & dialetto

di CRISTIANA MINELLI Una coppia di indiani con tunica e turbante chiacchiera davanti all'ingresso del mercato di via Albinelli. Per un momento sembra di stare, per dire, in Uttar Pradesh. A pochi...

2 MINUTI DI LETTURA





 

Una coppia di indiani con tunica e turbante chiacchiera davanti all'ingresso del mercato di via Albinelli. Per un momento sembra di stare, per dire, in Uttar Pradesh. A pochi passi una manciata di filippini si sposta per far passare un gruppo di turisti nordeuropei pigiati dietro la guida che li incalza in tedesco brandendo un papavero di peluche. Ci sono 28 gradi e hanno tutti la giacca a vento. Certo non potranno sopravvivere ai tortelloni con assaggio di lambrusco senza liberarsi di almeno un paio di strati di pile.

Il Dialetto, come chiamato in causa, sproloquia dalla fontana del Graziosi collocata all'interno del mercato. Si direbbe sorpreso, più che contrariato. "Chè a gh è sàtta quel - qui c'è sotto qualcosa - traduce immediatamente comprendendo che il codice linguistico utilizzato da secoli in città ha pur bisogno di un qualche sostegno. "Nessuno parla in dialetto - neanche un babi - uno stupido - o un chocapiàt - un fanfarone".

A ben guardare i babi non mancano davvero, mentre una per una, le comparse fisse della vita quotidiana del mercato fanno il loro ingresso come calciatori titolari alla partita domenicale.

Due signori con almeno un'ottantina di primavere dietro le spalle si salutano con calore. Uno in sella alla bicicletta, uno appoggiato al bastone. "Et andé a voter dmànga?" - Sei andato a votare domenica ? - "No a gh vag stétra volta" - No ci vado la prossima volta - "T'en gh è piò st'etra volta! " "Non ci sei più la prossima volta!"

Il Dialetto, con i piedi a bagno nella fontana, gongola.

Da una gustosa antologia di frasi fatte che si possono scaricare dal web si ricava un pronunciamento piuttosto arguto che un paio di signore ricordano giusto a un passo dall'Aldina. "Da quand I fan al Festival dla Filosofia chè in piaza a-n càta piò un ignorant per fèr du ciàcri".

Ecco in questa piazza di turisti, bambini in gita, manager, che parla inglese, tedesco, russo, il dialetto non è affatto scomparso. Anzi, tiene insieme questo mare di sfumature abitato da pesci di terra come farebbe, in mano a una sarta, un filo da cucito.

In effetti i due indiani finite le chiacchiere prendono congedo con uno schietto "At salùt!", qualunque sia la loro destinazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google