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Palazzi, sicurezza a rischio «Manutenzione scarsa»

di Rino Filippin
Palazzi, sicurezza a rischio «Manutenzione scarsa»

Sempre più numerosi gli immobili indebitati che non eseguono lavori necessari La Cisl: «Il Comune obblighi e incentivi gli interventi». Gli esposti ai pompieri

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Quanti sono gli immobili in cui il degrado rischia di compromettere la sicurezza di chi ci vive o chi si trova nelle immediate vicinanze? Il caso avvenuto ieri in via Martiri di Belfiore dove un cornicione si è staccato rischiando di uccidere un papà con la sua figlioletta, potrebbe ripetersi?

A ben vedere gli immobili non in condizioni ottimali sono molti a Carpi. E non si tratta solo di palazzi abitati da persone con limitatissime capacità economiche. In centro, ad esempio, sono abbastanza frequenti distacchi di intonaco. A volte si rende necessario chiudere il portico per consentire rattoppi e interventi (si ricorderà il recente caso in corso Cabassi nella zona del caffè Nero). Insomma una situazione di potenziale rischio per la quale varrebbe la pena fare controlli preventivi per evitare di chiamare in causa la sfortuna nel caso dovesse verificarsi un incidente serio.

«Visto - dice Roberto Giardiello della Cisl - che si sta affrontando il tema del Psc (il Piano strutturale comunale), in un’ottica di recupero e conservazione dell’esistente, bisognerebbe rendersi conto che tanti immobili in città versano in condizioni di cattiva manutenzione con i rischi che ne derivano in termini di sicurezza. Ritengo che bisognerebbe trovare forme per incentivare e obbligare i proprietari di palazzi antichi e moderni, a fare la manutenzione necessaria. Non aspettiamo il peggio».

«Molte proprietà - spiega Antonietta Mencarelli, responsabile del Sunia, il sindacato Cgil degli inquilini - sono frazionate e non è semplice costringere a fare spese di manutenzione chi non ha i soldi per pagare il gas. Detto questo gli amministratori in questo ambito hanno delle responsabilità precise: devono monitorare lo stato degli immobili che gestiscono e in caso di rischi intervenire subito».

«Il problema di condomini fatiscenti esiste - dice Paolo Bertolini dell’Asppi, associazione dei piccoli proprietari - anche se percentualmente, tra quelli da noi amministrati, sono un numero molto esiguo. È pur vero che al giorno d’oggi per avviare lavori di manutenzione straordinaria bisogna costituire un fondo e non sempre i proprietari hanno il denaro disponibile. Nei casi più gravi non resta che fare un esposto a Comune e pompieri al fine di mettere in sicurezza parti particolarmente a rischio».

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