Il Centro ceramico spegne 40 candeline
Il presidente Fabbri: «Innovazione che lancia le nostre aziende». La direttrice: «E non ci fermiamo»
Il Centro Ceramico ha festeggiato il suo 40° anniversario di fondazione nell’auditorium di Confindustria Ceramica. Tanti ospiti sono intervenuti per raccontare la collaborazione tra il mondo dell’industria per eccellenza del distretto ed il Centro, vero consorzio universitario vicino all’università di Bologna e conoscere il suo futuro. C’erano il presidente Roberto Fabbri, la direttrice Maria Chiara Bignozzi, il presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli, Il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, l’assessore regionale alle attività produttive Palma Costi e l’ex direttore Giorgio Timellini.
«Si festeggia la ricorrenza di un’importante istituzione che ha fatto la storia parallela all’industria ceramica - ha detto Fabbri - figlia di un’idea geniale di imprenditori geniali e professori universitari geniali che vedevano il futuro. Il rapporto tra pubblico e privato è stato azzeccato: c'era una nascente Assopiastrelle, creata da alcuni produttori coraggiosi e cìerano alcuni docenti universitari, come il prof essor Polmonari, fondatore di questo centro ceramico, nato come spin off dell’Università di Bologna. Pian piano il centro ha accompagnato tutta l’evoluzione dell'industria ceramica italiana e dell’industrie collaterali. Se oggi eccelliamo in qualità, design, ma anche a livello produttivo per emissioni più basse rispetto a tutti i concorrenti, lo si deve al Centro ceramico».
«Dirigere il centro ceramico - ha aggiunto Bignozzi, direttrice da un anno e mezzo - è una bella sfida che mi sta dando tante soddisfazioni. Il mondo dell’imprenditoria è vicino al progetto e pieno di idee da sviluppare. Si tratta di un centro di ricerca che trova la sua sinergia nella collaborazione tra università e industria e quindi è un forte polo di trasferimento tecnologico. Abbiamo vari percorsi: stiamo lavorando sull’ottimitizzazione del processo dei grandi formati e lavoriamo anche molto sul riciclo, con lo studio di piastrelle sempre più green usando scarti della produzione interna ma anche da altre lavorazioni. Noi crediamo che il prodotto ceramico possa diventare sempre più sostenibile sia nel processo sia nei materiali di partenza. Poco tempo fa abbiamo concluso un progetto dove le prime piastrelle fotovoltaiche, realizzate totalmente in Italia, sono state testate con successo. I progetti di ricerca quindi partono dal settore ceramico per poi spaziare in vari ambiti. Il distretto economico è vincente e ormai ha caratura internazionale e il centro ceramico l’ha sempre accompagnato. Abbiamo tutte le carte in regola per festeggiare i 50 e pure i 60 anni».
Alfonso Scibona
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