Il leghista Salvini attacca: no a Fornero e immigrati
Vignola. Il segretario ieri sera accolto da centinaia di simpatizzanti del partito La promessa: «Con noi al Governo si andrà in pensione dopo 41 anni e non 51»
VIGNOLA. Lavoro, sicurezza, agricoltura e immigrazione sono stati tra i temi principali trattati ieri sera dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini, intervenuto presso l’ex mercato ortofrutticolo di Vignola alla festa regionale della Lega Nord.
Diverse centinaia le persone presenti e tanti gli sopiti d’eccezione oltre a Salvini. Tra gli altri, erano presenti anche l'eurodeputato della Lega Lorenzo Fontana, il segretario della Lega in Emilia Gianluca Vinci, il vicesindaco di Vignola Simone Pelloni a fare gli onori di casa e i neosindaci di Finale Emilia e Pavullo, rispettivamente Sandro Palazzi e Luciano Biolchini. Subito Salvini è partito all’attacco, chiamando un applauso per i volontari della Lega che hanno lavorato gratuitamente all'organizzazione della festa, poi ha commentato: «Spesso il Partito Democratico per le sue feste deve andare a cercare nei campi profughi, e fra un po' nei campi profughi dovrà cercare anche gli elettori. Per quanto ci riguarda, noi della Lega gli impegni che ci siamo presi li porteremo fino in fondo. Non siamo quelli che regalano 80 euro e poi li rivogliono indietro un anno dopo con gli interessi. La prima cosa che faremo se andremo al Governo - ha proseguito Salvini - sarà quella di cambiare l’infame Legge Fornero, se ancora non sarà stata cambiata. E per l'età della pensione abbiamo preso un impegno preciso: ci si andrà dopo 41 anni di contributi, non dopo 51 anni. Se mandiamo in pensione una persona a 70 anni, il problema è di tante persone che hanno 20 anni e non hanno prospettive». Il segretario della Lega ne ha avute naturalmente anche sull'immigrazione: «È un dovere sacrosanto accogliere donne e bambini che scappano dalla guerra, ma spesso negli alberghi io vedo mantenuti a nostre spese dei ventenni che tutto sembrano tranne che dei profughi che scappano da una guerra».
Poi ancora: «L’immigrazione serve a qualcuno per avere migliaia di schiavi da sfruttare, e per togliere diritti e stipendi ai lavoratori italiani».
Non da ultimo, Salvini ha toccato anche il tema dell’agricoltura, ricordando come essa sia massacrata «dallo Stato, con 100 giorni di burocrazia all'anno, e dall'Europa», con diversi prodotti d’importazione, spesso dalla qualità discutibile. Spazio poi anche al tema della sicurezza, con una grande apertura a tema della legittima difesa.
Una parola anche per i militari della Marina, costretti a fare anche i “taxisti” per gli immigrati anziché difendere i nostri confini, quando invece l'Italia un secolo fa combatteva “per non fare passare lo straniero”. (m.ped.)
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