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«In due anni defibrillatori sparsi ovunque»

«In due anni defibrillatori sparsi ovunque»

Fiorano. L’ambizioso progetto del cardiologo Francesco Melandri: «Possiamo salvare tante persone»

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FIORANO. Defibrillatori in tutte le sedi pubbliche entro il 2018. È il progetto del Comune, seguito in modo specifico dal consigliere comunale Francesco Melandri, che è anche cardiologo.

«Anche nel nostro Comune - spiega Melandri - come già accaduto a Maranello, Formigine e Sassuolo si avvia un progetto che ebbe il via con la donazione di tre apparecchi da parte del Rotary di Sassuolo e oggi collocati a Nirano presso il ristorante da Guido, nel Bocciodromo di Spezzano e presso il campo di calcio Ferrari. Entro il 20 luglio le società sportive dovranno dotarsi a norma di legge di tali strumenti ed il Comune contribuirà economicamente per le spese della formazione degli operatori anch’essa obbligatoria. Il progetto è ambizioso e prevede di dotare di tale strumentazione le scuole, gli edifici comunali, alcune associazioni e anche le auto della Polizia municipale. Con il contributo dei privati che già si sono dati disponibili, e tra le pieghe del bilancio si auspica di portare a termine il progetto complessivo entro il 2018».

Altri nel frattempo si sono autonomamente dotati di defibrillatori. Il Gs Spezzanese per esempio, grazie a donazioni private, li ha installati al campo sportivo di Spezzano e alla palestra delle scuole medie Bursi, dove l’attrezzatura servirà anche per la scuola e non solo per le attività sportive. «L’incidenza della morte cardiaca improvvisa - spiega Melandri - è paragonabile a quella determinata dalla somma dei principali tumori conosciuti e 10 volte superiore a quella legata agli incidenti stradali e circa 50 volte superiore rispetto alla mortalità dovuta all’Aids. Duecento morti ogni giorno, una ogni 8 minuti, molte in giovane età, molte evitabili. Non tutti sanno che l’utilizzo entro pochissimi minuti di un defibrillatore semiautomatico esterno, potrebbe salvare la vita alle persone colpite da arresto cardiaco in almeno il 35% dei casi. Questo significa che in Italia 25mila persone potrebbero essere salvate se tutti noi conoscessimo come iniziare la rianimazione e avessimo un defibrillatore a disposizione».

Gabriele Bassanetti

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