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Modena, Cencetti: cadono accuse di corruzione e turbativa d’asta

di Carlo Gregori
L'ingresso del Policlinico
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L'ingresso del Policlinico

La maxi-inchiesta su appalti e mazzette al Policlinico di Modena: fissata l'udienza preliminare per 50 imputati, sarà il 19 dicembre. Nella richiesta di rinvio a giudizio, la Procura riformula alcune imputazioni contro l’ex direttore Stefano Cencetti. Cadono le turbative d'asta ora diventate abuso d'ufficio e alcuni capi di imputazione per corruzione. Via anche l’associazione a delinquere per il "Piano Web"

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MODENA. È stata fissata al 19 dicembre l'udienza preliminare per il caso di appalti e mazzette al Policlinico che vede coinvolti l'ex direttore generale Stefano Cencetti, numerosi colossi cooperativi emiliani, dirigenti sanitari, un docente universitario e anche Vasco Giannotti, ex senatore Ds (oggi Pd) di Arezzo.

L'udienza davanti al giudice Eleonora De Marco dovrà definire la posizione di ben 50 imputati: trenta persone fisiche e venti aziende per un giro di lavori dal 2007 al 2012. Il quadro accusatorio disegnato dai pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei resta identico a quello già descritto nel corso delle indagini, ma ci sono stati numerosi e significativi cambiamenti emersi proprio per Cencetti, ora difeso dal professor Giulio Garuti.

Per l'ex Dg del Policlinico sono sparite numerose accuse di turbativa d'asta: erano state formulate per episodi precedenti all'entrata in vigore della legge. In alcuni casi le accuse sono state riformulate come casi di abuso d'ufficio, reato sempre grave ma con pene inferiori. Per la vicenda riguardante la “penna digitale” per le procedure in sala operatoria è caduta l'accusa di truffa ai danni dello Stato.

Nella richiesta di rinvio a giudizio i due pm ora parlano di un contratto stipulato privatamente, anziché di una ordinaria procedura di gara fatta offrendo l'impegno personale e diretto del Dg a promuovere uno studio sperimentale nella forma no sponsor ma a vantaggio esclusivo delle ditte private Giusti ed Eli Lily (per la quale è stata però chiesta l'archiviazione, ndr). Ben quattro capi di accusa sono spariti nella richiesta di rinvio a giudizio. L'aspetto più importante: è caduta la gravissima accusa di associazione a delinquere per Cencetti insieme con Gianfranco Baraghini e Barbara Trevisani, due dirigenti ospedalieri, per il “Piano Web”: diventa un abuso d’ufficio.

Cade anche l'accusa di turbativa d'asta in concorso con il direttore sanitario Pier Paolo Benetollo con il dirigente Stefano Tardivo, entrambi del Policlinico di Verona. Secondo la versione iniziale dei pm i due con Cencetti avevano turbato il concorso pubblico compilando un bando “cucito addosso” alla Gutenberg, la potente società di Arezzo che organizza convegni medici in Italia, e alla fine otteneva questo contratto.

Mentre restano in piedi tutti i principali episodi che configurano, secondo l'accusa, il grave stato di assoggettamento di Cencetti alle “coop rosse”, in un caso l'accusa è stata ampiamente tagliata. Si parla del progetto dell'Impianto di Trigenerazione per la nuova centrale termica del Policlinico. Non ci sono più accuse di corruzione nei confronti di Cencetti, Nicola Verrini, ex manager commerciale di Cpl, e di Giorgio Benedetti, direttore commerciale di Ccc: si esclude quello che sulle prime pareva l'ambito del “do ut des” tra il Dg e le coop: le cosiddette sponsorizzazioni, ovvero i finanziamenti che alcuni colossi cooperativi avevano fatto per i seminari della Hfm, la società di convegni medici della quale Cencetti era socio e presidente. Cadono quindi le accuse anche per chi aveva pagato i convegni: Euro Promos Group, Cooperativa Pulizie Ravenna, Consorzio Cooperativo Finanziario di Reggio Emilia e Copra Coop di Piacenza. Per Cpl e Ccc oltre che per il direttore ospedaliero Alessandro Bertacchi resta quindi la turbativa di libero incanto.

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