Quasi 800 giovani di Modena pronti per la giornata col Papa
Cominciano ad entrare in clima i pellegrini modenesi della Gmg a Cracovia: «È il messaggio di apertura e solidarietà più grande che si possa dare»
MODENA «Il messaggio di apertura più grande che ci sia». Lo lanceranno 783 modenesi di 46 parrocchie diverse con centinaia di migliaia di coetanei. Ragazze e ragazzi che incontreranno Papa Francesco a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù 2016. Qualcuno è già un “veterano”.
«È stata un’esperienza molto forte - ricorda con entusiasmo Elisabetta Governatori della chiesa San Giovanni Bosco pensando a Madrid 2011 - era così lontano e anche così vicino. L’aspetto più bello è il clima di comunione. È un’esperienza toccante, che ti carica, forte anche da un punto di vista spirituale». La giovane prenderà parte con altri 385 pellegrini al gemellaggio con Breslavia dal 19 al 25 luglio. Lo stesso giorno inizierà il programma ufficiale della GMG. Il 26 ci sarà la visita ad Auschwitz, l’indomani il primo incontro con il pontefice.
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«Vedere il Papa sarà emozionante - spiega Mariachiara Pioppi della parrocchia Gesù Redentore, carica d’aspettativa - e so che tornerò stanca, ma contenta. Mi sono lasciata convincere dalla carica di chi c’è stato. Noi giovani dobbiamo rimanere uniti, superare i pregiudizi e impegnarci per il futuro». Una bella sfida contrastare alcuni fenomeni di chiusura. Quali? L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e la sospensione dell’accordo di Schengen da parte della Polonia in vista della GMG per fare due esempi.
«I confini non fanno paura - assicura Erica Barbieri, “reduce” della San Pio X da Madrid 2011 - e i muri sono più semplici da buttar giù che non da costruire».
«Noi giovani possiamo lanciare un messaggio contro i segnali di chiusura», ammette Margherita Cioni. «I confini sono soltanto geografici», riprende Eleonora Gatti. Per le due spilambertesi è la prima volta. Aurora Bonini ha già incontrato il Papa. «Noi giovani non possiamo far niente», teme la giovane. «La Giornata Mondiale della Gioventù è il messaggio di apertura più grande ci sia - garantisce Giacomo Medici, scout ranger della Città dei Ragazzi - vedere il Papa è un’occasione quasi unica».«Un’esperienza da ripetere - fa eco la compagna di fazzolettone Sara Rosini - perché s’incontrano tanti giovani».
«Vogliamo conoscere e condividere», rivela Manuele Trianni. È del San Pio X come Ivan Ramaglietti («vogliamo riflettere e condividere») e Mattia Zazzeri («conoscere persone, culture e tradizioni»). I giovani partecipano ad attività di accoglienza al Gesù Redentore.
«Potranno vivere momenti di fede», riprende don Fabio Bellentani, sacerdote di casa. Per don Martino Lofek, sacerdote di Zocca che torna a Breslavia, le turbolenze europee non saranno un problema. «Occorrerà tenere lo sguardo sulla meta - anticipa don Stefano Violi, direttore del servizio di Pastorale - e affrontare con gioia le difficoltà». Don Erio Castellucci sarà con loro durante tutto il viaggio. Per il vescovo serve leggerezza. «Rimarranno a casa tante cose e tante persone - dice don Erio nell’omelia - dobbiamo fare un esercizio di alleggerimento. In ciò consiste il passaggio dalla carne allo spirito citato da San Paolo».
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