Referendum, c’è chi dice «no»
Associazioni e partiti della Sinistra insieme verso il voto di ottobre
“C'è chi dice no”, cantava una famosa canzone di Vasco Rossi. Così hanno fatto ieri mattina i portavoce del Comitato promotore per il no di Sinistra italiana e Sinistra civica Per me Modena. Il “no” si riferisce al referendum di ottobre sulla riforma costituzionale. «All'indomani delle elezioni amministrative - ha esordito Mariella Lioia di Sel Modena - dopo aver collaborato, per diversi mesi, con il “comitato per il no” lanciamo la campagna e aderiamo ufficialmente al percorso. Vogliamo dimostrare che non siamo contrari al cambiamento in genere; non siamo conservatori o contro le riforme, ma siamo contrari alla riforma costituzionale». Quali sono i punti più contestati? «Troppo potere al presidente del consiglio - ha elencato Lioia - il Senato non elettivo e il basso livello di democrazia col quale usciremo da questa riforma». A rimarcare le motivazioni del “no” c'era anche Simone Fana di Act. «La riforma indebolisce la dialettica democratica del Paese - ha sottolineato Fana - e rende il potere esecutivo sciolto da qualsiasi vincolo parlamentare. Il parlamento sarà nominato dai partiti e il premio di maggioranza consentirà al partito di governo di essere incontrastato a decidere le sorti del Paese». Perché aderire alla campagna per il no? «Perché la storia della Repubblica - ha ricordato Domenico Campana di Per me Modena - non è una zavorra di cui disfarsi. La Costituzione deve essere attuata: rappresenta un diritto sul diritto. Giudichiamo, inoltre, pericoloso il modo in cui si è arrivati a questa riforma: la discussione, per arrivare al referendum è stata insufficiente».
Martina Stocco
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