Abusi edilizi, è una piaga «Piccoli, ma raddoppiano»
Una squadra dedicata della polizia municipale e il Suap per domare il fenomeno I dati del primo semestre segnalano un trend in crescita. Ma pagando si risolve
Carpi non è esente dalla piaga dell’abuso edilizio. Nel primo semestre 2016 sono raddoppiati. nonostante i controlli della Polizia municipale.
«Ci occupiamo dei reati penali – spiega il comandante Susi Tinti - mentre le sanzioni amministrative sono comminate in collaborazione con gli operatori del Sue, Sportello unico per l’edilizia del Comune. Nel nostro territorio siamo comunque fortunati: non abbiamo casi di immobili costruiti dal giorno alla notte, ma piccoli abusi, quali cambi di destinazione e cambi d’uso».
Non è così difficile accorgersi di tali inadempienze, più o meno consapevoli.
«Solitamente sono i vicini di casa a denunciare mancate conformità, segnalando la baracca abusiva, il box abusivo, la costruzione in confine, ma non sono rare le segnalazioni di geometri o architetti. La nostra attività si svolge dunque sia di nostra iniziativa, se ci accorgiamo che qualcosa non va, sia su segnalazione o esposto dei cittadini: raramente sono i professionisti a farci segnalazioni di costruzioni abusive».
La squadra che si occupa di Polizia Edilizia per tutta l'Unione è formata da due agenti, un ispettore e un commissario che li coordina. I dati rivelano un aumento del numero degli accertamenti.
«Nel 2015, su Carpi – continua Tinti - abbiamo eseguito 49 sopralluoghi, contro i 51 del 2014. A fine maggio 2016, tuttavia, ne contiamo già 38. Quanto al numero di reati penali emersi da indagini, sono stati 13 nel 2014, 27 nel 2015 e nel primo semestre di quest’anno siamo a 16».
Gli abusi più frequenti sono rappresentati da ristrutturazioni senza titolo edilizio - autorizzazione, Scia (segnalazione certificata di inizio attività), permesso di costruire - opere edili fatte in difformità del titolo edilizio (ad esempio costruire una porta al posto di una finestra) oppure la costruzione di pertinenze senza titolo edilizio o in contrasto con il regolamento edilizio (come il mancato rispetto delle distanze dai confini, la costruzione di pergolati troppo grandi, eccetera). Per quanto riguarda le violazioni amministrative in tema di edilizia a Carpi, ad occuparsene è il dirigente competente, l'ingegner Norberto Carboni, responsabile del Suap (Sportello Unico per le Attività Produttive).
«Gli abusi edilizi riscontrati nel 2015 sono stati 45 – spiega Carboni - mentre quelli riscontrati nel primo semestre 2016 sono stati 23. I più frequenti? Lavori effettuati in difformità dal legittimato, ovvero opere realizzate diversamente da quello che prevedevano i progetti autorizzati. Mediamente si emettono sanzioni che vanno dai 300mila ai 450 mila euro (le cifre sono riferite all'importo totale annuo)».
L’ufficio trova negli studi notarili un valido appoggio.
«Diverse difformità risultano dagli accessi agli atti prima di una vendita – chiarisce - quindi il lavoro dei professionisti in materia in effetti aiuta la verifica delle situazioni legittimate».
E gli abusi insanabili?
«Sono oggetto di ordinanza di demolizione – chiosa l’ingegnere - che, in molti casi, approda al Tribunale Amministrativo Regionale in quanto oggetto di ricorso».
Di fondamentale importanza sapere che la normativa urbanistica del luogo dove si vive consente sempre la cosiddetta sanatoria edilizia, provvedimento amministrativo accordato normalmente al fine di regolarizzare interventi minori privi di autorizzazione ma normalmente consentiti – quali ad esempio l’ampliamento di alcuni metri cubi del volume di un locale, la chiusura di un balcone con una veranda, l’apertura di una finestra o di una porta, eccetera - con la corresponsione di una sanzione pecuniaria da pagare al Comune. Perchè sono i soldi, spesso, a rimettere le cose a posto.
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