La "moschea" a Fiorano allarma via Ghiarola
I residenti della zona industriale chiedono un incontro alla comunità islamica sul centro “Al Medjina”
FIORANO. Il centro polifunzionale “Al Medjina”, ideato e finanziato dai membri della comunità islamica sassolese di via Cavour, che dovrebbe sorgere in via Ruini, a Fiorano, vede i residenti - già impegnati nella battaglia contro l'inquinamento industriale - in... polemica.
Il progetto, una cui bozza è stata presentata alla giornata delle moschee aperte, prevede un centro con sale conferenze, bar, ristorante e campo da calcetto: il tutto a servizio della cittadinanza, sia italiana sia straniera, di qualunque fede. Nel centro i i musulmani vorrebbero realizzare un luogo in cui tenere i corsi di arabo per i bambini e i ragazzi, che oggi si ritrovano alla polisportiva di Formigine.
Nasce un comitato. Per i residenti del quartiere, immerso nella zona industriale di via Ghiarola Vecchia, le preoccupazioni non mancano, e ad esprimerle, specie sui social network, è il comitato “Residenti via Zini-via Ruini”, costituito per le ragioni delle circa 30 famiglie più coinvolte, che abitano da decenni in un area insalubre e considerata dai piani urbanistici come area di riqualificazione urbana, in cui i proprietari degli edifici impossibilitati ad apportare modifiche agli immobili. Il comitato denuncia l’immobilismo e le responsabilità della giunta di Fiorano nell’aver creato (concedendo autorizzazioni alle aziende ceramiche) e di non aver saputo risolvere la situazione.
Le 10 domande inevase. Pronte anche 10 domande alla comunità islamica. A preoccupare di più, è la possibilità che il centro polifunzionale diventi un luogo di culto, per sostituire la moschea sassolese: «Noi siamo apartitici e aconfessionali – spiegano dal comitato – e abbiamo assoluto rispetto della comunità islamica, ma non possiamo non notare come nelle ipotesi che circolano ci siano diversi punti oscuri. Chiediamo alla comunità di confrontarsi con noi».
No comment islamico. Dalla comunità islamica, per il momento, un fermo “no comment”: «Fino a quando non avremo ultimato l'acquisto del terreno (fine luglio) – spiegano i sostenitori del progetto - preferiamo non rilasciare dichiarazioni».
Le domande dei residenti, che erano al corrente da diversi mesi dell'interessamento della comunità islamica sul terreno di via Ruini, non si limitano alle modalità d'uso dell'edificio. «Sono al corrente che sul cambio di destinazione d'uso dell'area in cui dovrebbe sorgere il centro pende il giudizio del Tar e che la sentenza potrebbe imporre, anche tra diversi anni, la demolizione dei nuovi fabbricati? I sostenitori sanno che su quell'area ricadono tonnellate di polveri e sostanze nocive? Sarebbero disposti a far giocare i propri bambini su quei terreni? Com'è possibile far affluire centinaia di persone in una piccola via, con un unico accesso e senza possibilità di creare parcheggi?».
Intanto il Comune di Fiorano vuole precisare che questo centro di comunità islamico non sarà una moschea.
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