“Quasi amici” in Parlamento Ora si pensa anche ai profughi
A sei mesi dalla sua nascita, il progetto educativo “Quasi Amici”- tramite il quale 19 famiglie con figli disabili e 6 scout hanno creato 35 coppie o gruppi di potenziali amici - si può dire abbia...
A sei mesi dalla sua nascita, il progetto educativo “Quasi Amici”- tramite il quale 19 famiglie con figli disabili e 6 scout hanno creato 35 coppie o gruppi di potenziali amici - si può dire abbia concluso la sua fase sperimentale.
Germogliato a Carpi e nelle Terre D’Argine, a breve sarà applicato anche a Bologna e, il prossimo 4 ottobre, entrerà a far parte come progetto di punta della Giornata del Dono a Milano, tramite uno spot realizzato dai ragazzi stessi che, in aggiunta, sarà presentato ufficialmente in ambito nazionale a Roma, alla Camera dei Deputati, in novembre.
Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, Quasi Amici pronuove il contatto e la relazione tra coetanei, favorendo l’incontro tra ragazzi e ragazze normodotati e giovani con disabilità fisica, sensoriale e intellettiva medio-lieve o con qualunque forma di svantaggio, compreso – e questo costituirà a breve una delle novità del progetto - quello di essere giovani profughi arrivati sul territorio per fuggire da guerre e persecuzioni nei loro Paesi. Dal 10 gennaio molta strada è stata fatta. Al progetto partecipano le associazioni di genitori Il Tesoro Nascosto e Progetto per la Vita, la Neuropsichiatria della AUSL, i Servizi Sociali dell’Unione delle Terre D’Argine, la Diocesi di Carpi e 11 dei suoi gruppi Scout, l’Università di Modena e Reggio Emilia, nonché il Comprensivo Scolastico Carpi Due.
«Non è facile per i ragazzi con disabilità essere inclusi nel contesto sociale, al di là degli interventi sanitari e specialistici – ha affermato la dottoressa emma Avanzi, responsabile della Neuropsichiatria di Carpi – e questo progetto va nella direzione di ampliare sempre più il bacino di utenza, coinvolgendo ragazzi con problematiche anche differenti da quelle prese in considerazione fino ad oggi, nonché adulti e anziani».
È importante, come ha sottolineato il sindaco Bellelli, perchè la società cambia, invecchia, accoglie persone di altre culture e non deve mancare una speciale attenzione al lato qualitativo della vita delle persone. Per chi volesse saperne di più: www.iltesoronascosto.org e la pagina www.facebook.it/progettoquasiamici.
Valeria Cammarota
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