Modena. Sfratti, in tribunale 50 casi a settimana
Nei primi 5 mesi dell’anno sono stati quasi 650, il 15% in meno del 2105. Ma il problema resta grave. Il nodo esecuzioni
MODENA. Il problema degli sfratti a Modena rimane acuto. Nonostante una diminuzione del numero dei procedimenti rispetto all'anno 2015, anche in questo inizio di 2016 i casi di sfratto continuano a sommergere il Tribunale di Modena come emerge dai dati da noi appena raccolti.
Ogni martedì il giudice Roberto Masoni si trova a dirimere più di 50 procedimenti relativi agli sfratti, con un lavoro per gli ufficiali giudiziari che diviene pressoché impossibile. Nel 2015 i dati forniti dal tribunale parlavano di 1626 procedimenti iscritti a ruolo, con 1021 procedimenti pendenti dall'anno precedente.
Se analizzano i primi cinque mesi del 2015, erano 710 i procedimenti iscritti (con 766 già definiti dal tribunale), mentre i procedimenti dei primi cinque mesi del 2016 sono 598 (con 649 già definiti). In sostanza, sono calati del 15% gli alloggi liberati nell’arco di un anno sulla base di un calo complessi di richieste al Tribunale. Un calo rispetto all'anno precedente, anche se secondo l'avvocato Paolo Mundici sono numeri forvianti: «La situazione degli sfratti a Modena rimane critica e complicata. C'è un problema di base che è quello di ordine pubblico: per eseguire uno sfratto ci vogliono almeno 10-12 mesi, non perché gli ufficiali giudiziari non compiono il loro lavoro, ma perché ce ne sono troppi da fare. Un numero infinito. Inoltre la forza pubblica per accompagnare gli ufficiali giudiziari negli sfratti viene concessa solo una volta al mese, e nella maggior parte dei casi ci trova davanti a dei nuclei famigliari con diversi bambini».
«Il Comune fa i salti mortali quando sono ci sono problematiche con bambini piccoli, cercando sempre la soluzione migliore possibile. Il calo degli sfratti è semplicemente dovuto al fatto che se ne stanno facendo tantissimi, ma rimangono ancora molto numerosi. La situazione è drammatica, e lo sfratto va ad incidere sul tessuto vivo della popolazione. A mio parere avremo un miglioramento solo quando si metterà in moto l'economia, con la ripresa del lavoro. C'è una congiura economica sempre più opprimente. In questo momento abbiamo un 35% di morosità all'interno dei condomini, un dato inquietante e che spiega bene i termini di questa crisi».
Della stessa opinione anche l'avvocato Sandro Salvarani, che racconta come la criticità degli sfratti è dovuta all'effettiva esecuzione del provvedimento: «Il vero problema degli sfratti è la messa in esecuzione del provvedimento. In udienza il giudice concede sempre in maniera rapida la convalida dello sfratto (salvo opposizione alla convalida), però il problema è quello di metterlo in esecuzione. Questo perché gli ufficiali giudiziari fanno fatica a smaltire tutta la mole di lavoro che si è accumulata. Inoltre hanno bisogno di aiuto nell'eseguire lo sfratto vero e proprio, e solamente uno o due volte al mese hanno il supporto della polizia. In tribunale tutto fila liscio, è dopo che ci sono le criticità».
Lo sfratto crea tensioni sociali, è un provvedimento delicato. «A Modena la situazione è ancora disastrosa prosegue l’avvocato - e finché non ci sarà una ripresa economica credo che non vedremo miglioramenti. Una decina di anni fa gli sfratti colpivano quasi totalmente le fasce più deboli, adesso sono coinvolti tantissimi inquilini che appartengono alla fasce medie. Se i numeri parlano di una diminuzione è semplicemente perché molta gente ha già ricevuto un provvedimento di sfratto».
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