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«Cambiamenti sì, ma siano seri»

di Stefano Luppi
«Cambiamenti sì, ma siano seri»

L’architetto Massa, assistente di Gae Aulenti: «Credeva molto nelle torri, ma se si modifica l’idea...»

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Il progetto di Gae Aulenti per il Sant'Agostino senza le due torri che lo caratterizzano? Ci potrebbe anche stare, a patto che se si cambia progetto culturale ci sia estrema chiarezza su quel che Comune, Stato e Fondazione Cassa di risparmio vorranno fare in quello spazio disegnato dalla scomparsa archistar in collaborazione con ingegneri Riuniti e lo Studio Doglioni. Questa l'idea dell'architetto Vittoria Massa, per trent'anni vicina alla Aulenti e membro del suo studio milanese che oggi continua a operare grazie a tre architetti associati.

«È legittimo - spiega Massa - che la committenza possa cambiare idea su un proprio progetto e non solleveremo polemiche su questo punto. Però deve essere chiaro che non realizzare le due torri che aveva immaginato l'architetto Aulenti vuole dire non trasferire il quasi milione di libri che in queste strutture dovrebbe andare. Quei libri al Sant'Agostino non possono certo pensare di metterli nei solai. Finora, in ogni caso, il Comune e la Fondazione non ci hanno informati sulla vicenda». L'architetto Massa accetta di parlare del grande architetto scomparso pochi anni fa - il S. Agostino di Modena se si farà sarà uno degli ultimi suoi progetti - in rapporto alla città della Ghirlandina: «Aulenti credeva molto nel progetto, nelle torri e in tutto il resto perché un progetto non lo si giudica mai da una sua sola parte, ma è un tutto che si tiene insieme e non nasce nel vuoto assoluto quanto dal rapporto con il committente. Non ha senso stralciare una parte del progetto: il committente, lo ripeto, legittimamente può cambiare idea tenendo presente queste considerazioni generali. Aulenti tra l'altro era solita operare proprio in questo modo: accettava di discutere eventuali modifiche a suoi progetti a patto che ci fosse chiara l'idea del progetto culturale da parte di chi l'ha voluta». Insomma la situazione sul “segno” architettonico più importante del progetto dell'ex ospedale, centralissimo anche nel logo immaginato per il restauro voluto da Fondazione e Comune, si complica. Da un lato - con alcune dichiarazioni non ufficiali - il sindaco Muzzarelli ha detto che nessuno si «impiccherà» alle ormai famose due torri: significa che se in conferenza dei servizi dovessero nascere problemi si potrebbe anche pensare a modifiche sostanziali. Dall'altro la progettista Massa invita a tenere presente un progetto a tutto tondo e dire che il “vecchio” progetto del S.Agostino (quello che entrerà a luglio in conferenza dei servizi) si modifica è quasi dire una banalità. Sono ad esempio due novità rilevanti il Centro multimediale della figurina in collaborazione con la famiglia Panini e l'azienda Panini Spa e la “Bottega creativa” - qualunque cosa significhi - immaginata sulla falsariga di proposte internazionali. E poi c'è l'allargamento degli istituti culturali all'ex Estense, decisamente una buona notizia su cui però ancora non sono alle viste né progetti né calcolo dei costi. Anche perché il sindaco giovedì parlava di una situazione “Spannometrica”.

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