Gruppo PM, la rinascita dopo l’arrivo dei texani
Nel 2014 era in difficoltà con tanti posti di lavoro a rischio ma l’acquisizione da parte di Manitex ha favorito lo sviluppo all’estero e il fatturato è in crescita
Sei anni fa, era il 2010, la Pm Group di San Cesario era in difficoltà, aveva toccato i livelli più bassi di fatturato e si paventavano notevoli rischi per l’occupazione. Pm Group è un’azienda storica del territorio che ha sempre lavorato nel campo delle gru retrocabina, delle piattaforme aeree e dei ponteggi e delle strutture per l'edilizia. Due anni fa la svolta con l’acquisizione del Gruppo da parte del colosso texano Manitex, attivo con successo nel settore della movimentazione e del sollevamento, che ha investito non poco garantendo la crescita aziendale e la salvaguardia dei posti di lavoro. Ora, a due anni di distanza, si può dire che l’operazione ha avuto successo e la conferma arriva da Luigi Fucili, Ceo di Pm Group e di Oil&Steel, l’altra azienda di San Cesario coinvolta nell’operazione.
«La rassegna tedesca Bauma - dice Fucili - ha segnato la consacrazione di un gruppo in crescita che, per la prima volta, dopo l'acquisizione da parte di Manitex, si affaccia al palcoscenico mondiale con una struttura solida e unita».
Qualche cenno storico da parte di Fucili: «Personalmente - dice il manager - sono arrivato in PM nel 2003 e nel luglio di quell’anno entrò nel Gruppo la Oil&Steel spa, azienda specializzata nella produzione di piattaforme aeree, che è riuscita a guadagnare in pochi anni la fiducia completa del mercato italiano ed europeo. Negli ultimi dieci anni - continua Fucili - complice una crisi profonda che ha colpito il settore edile, abbiamo effettuato una revisione totale della struttura organizzativa, concentrandoci sui pilastri dell'attività, ovvero la progettazione, la produzione e la commercializzazione, con un occhio di riguardo per lo sviluppo dei mercati esteri. Per la produzione, nella struttura italiana di San Cesario, PM ha concentrato le fasi di controllo qualità, di verniciatura, di assemblaggio e di collaudo, processo che viene eseguito in maniera completa. Ma attraverso il plant produttivo in Romania, impiantato a metà del 2004 e dove lavorano 130 persone, PM ha perseguito invece l'indipendenza produttiva da sub-fornitori esterni e l'integrazione verticale della produzione, per ottenere un maggiore controllo dei costi produttivi e della qualità finale dei prodotti. Lo stabilimento è dotato di attrezzature tecniche all'avanguardia e la forza lavoro impiegata è di altissima professionalità per svolgere lavorazioni meccaniche quali la saldatura, l'assemblaggio e la tornitura. E per rispondere alle varie esigenze formative, l'area Assistenza Tecnica del Gruppo eroga periodicamente corsi tecnici rivolti alle figure professionali presenti nei centri assistenza. Questi corsi vengono organizzati da PM in occasione di aggiornamenti di prodotto».
Poi Fucili evidenzia il processo di internazionalizzazione in atto, che sta consentendo di aumentare le quote di mercato in molte aree extra europee. In questo processo di crescita si è affiancata ora anche Manitex. «L’acquisizione da parte del Gruppo americano ha consentito a PM - dice ancora Fucili - un notevolissimo rafforzamento dal punto di vista patrimoniale e questo sta agevolando un forte sviluppo atteso, anche grazie alle nuove sinergie commerciali con le società acquirenti e le loro collegate». PM è presente anche nei mercati esteri mediante filiali commerciali dirette in Nord America, Argentina, Cile, Messico, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Russia, Singapore e Norvegia. Nello scorso autunno l'apertura della nuova filiale di PM Group a Jebel Ali, in Dubai, per rafforzare la presenza del gruppo in Medio Oriente, una zona estremamente dinamica e con una forte domanda di soluzioni per il sollevamento dovuta soprattutto alla forte crescita del settore delle costruzioni.
Passando ai numeri, il 2015 si è rivelato un buon anno per il gruppo PM che passa da un fatturato 2014 di 75 milioni a uno di 84 milioni con un incremento di redditività in termini di margine operativo lordo.
«Nostro obiettivo - conclude Fucili - è crescere nei mercati di riferimento e proseguire il processo di internazionalizzazione accreditandoci in nuovi mercati».
Stefano Turcato
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